"Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada."

Lo specchio di Galadriel

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Palantir

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martedì, aprile 15, 2008
NON POSSO ESIMERMI

Dopo una campagna elettorale al cloroformio (per far contento Napolitano, cui l'età e la propensione tutta partenopea al sonnellino hanno reso insopportabile il rumore) abbiamo il vincitore.
Veltroni - more solito - aveva raccontato un sacco di balle, prima fra tutte quella della rimonta e del pareggio; i comunisti non si smentiscono mai, anche quando cambiano nome e indirizzo per rifarsi una verginità: la loro abitudine a mentire al popolo bue è inveterata.
Ancor prima, un coro monocorde che andava da Diliberto a Casini, senza soluzione di continuità e passando per Napolitano, ne aveva raccontata una ancor più bella: che bisognava cambiare la legge elettorale, perchè con quella che c'era non sarebbe stato possibile, per nessuno degli schieramenti, raggiungere una maggioranza parlamentare sufficiente a governare il Paese.
Io l'avevo scritto in tempi non sospetti: la legge elettorale produce un risultato di stallo soltanto se gli elettori sono in sostanziale equilibrio (fatto che, mi sembra, in democrazia deve essere accettato).
Oggi comprendiamo meglio la ragione - già intuita a suo tempo, per il vero - per la quale, caduto Prodi, tutti (tranne Forza Italia e con il Partito Democratico a fare la manfrina, ma con in mente il medesimo progetto) tentarono in ogni modo di cambiare la legge elettorale prima di andare a votare: azzerati i veterocomunisti, azzerati i socialisti, azzerata la destra estremista; azzerati tutti.
E già questo è un gran bel risultato, checchè ne dicano quelli che si lagnano del fatto che una parte degli elettori, così, non ha rappresentanza in Parlamento: è esattamente ciò che si vuole ottenere con gli sbarramenti (che esistono in tutte le leggi elettorali del mondo).
Per quanto tempo volevamo tenerci ancora tra i piedi quelli che bruciano le bandiere americane, riabilitano i terroristi e respingono ogni intervento di modernizzazione infrastrutturale del Paese, costringendoci, in tal modo, fermi al palo della politica internazionale e dell'economia?
Ma vi pare che, per rappresentare qualche centinaio di migliaia di connazionali di tal genere, si sarebbe dovuto accettare il danno di averli a rompere i coglioni in Parlamento?
Ma andiamo!
Ieri sera, i comunisti - io seguito a chiamare così, cioè con il loro vero nome, quelli del Partito Democratico - hanno dato il meglio di se stessi (come sempre fanno quando le buscano): prima hanno detto di aver vinto, perchè all'inizio della campagna elettorale erano indietro di venti punti e, alla fine, solo di dieci (da notare che, all'inizio della campagna elettorale, dicevano che eran tutte balle berlusconiane, quelle del distacco di venti punti).
Poi hanno detto che adesso era venuto il loro turno di ridere, perchè volevano proprio divertirsi a vedere come avrebbe fatto Berlusconi a governare con una Lega tanto forte (infatti, stamane, L'Unità titola "Vince Berlusconi ma comanda Bossi" ed ipotizza che il Partito Democratico sarà chiamato a governare in un futuro molto meno lontano di quanto si creda).
Quel che sfugge - non, non gli sfugge, è solo il vizietto di raccontar balle che torna fuori - all'equidistante direttore del predetto giornale (ma perchè se uno dirige L'Unità è un fior di giornalista e se dirige Il Giornale è un servo del Berlusca?) è che il Cavaliere e la Lega vanno perfettamente d'accordo e perfettamente d'accordo sono andati per i cinque anni del precedente governo.
Quello che rompeva i coglioni, in quel quinquennio, era Casini (e Follini prima di lui), per chi ha scarsa memoria: e Casini è stato mandato anche lui fuori dai marroni, senza particolare danno.
Ora son curioso di vedere come camperanno gli ex-democristiani, senza qualche poltrona da ministro o da sottosegretario dove posare le avide chiappe: forza, su con la vita, ci son sempre le decime delle parrocchie da razziare...
Dopo di che, non mi illudo: la situazione internazionale (e ancor più quella interna) è gravissima e ci aspettano tempi molto duri, indipendentemente da chi ci governerà.
Se qualcuno si è lamentato dal 2000 ad oggi, si metta il cuore in pace: i prossimi tre anni (se va bene) e più probabilmente i prossimi cinque o sei, saranno ben peggiori.
Però son contento che i Diliberto, i Travaglio, i Salvi, i Pecoraro Scanio e poi i disobbedienti, gli antagonisti, i no-questo ed i no-quello l'abbiano preso in culo.
Mi contento di poco, lo so, ma chi si contenta....

Postato da: barbalbero a 09:34 | link | commenti (2)