"Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada."

Lo specchio di Galadriel

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Palantir

Qualcuno ha guardato nel Palantir *loading* volte

martedì, marzo 25, 2008
ECOPASS O ECOBALLE?

Confesso tutto il mio imbarazzo: sono un elettore della Moratti e possiedo un'autovettura diesel euro 4 con FAP cui è consentito il libero accesso al centro di Milano.
Inoltre, quella dell'ecopass era una faccenda attuale l'estate scorsa e, quindi, quasi un anno fa.
Perchè parlarne, dunque, quando la notizia è ormai vecchia ed ammuffita?
E perchè parlarne male se l'ecopass: 1) è stato voluto con cieca determinazione dal sindaco da me prescelto; 2) non mi riguarda affatto posto che neppure sfiora le mie tasche?
Il fatto è che, ogni mattina, mentre transito per piazzale Loreto, davanti a me si staglia un vistoso - e costoso - cartellone elettronico disposto dal Comune che invita gli utenti ad acquistare il loro bell'ecopass presso le rivendite ATM (con tutto il corredo di frasette retoriche stile trafinform autostradale, tipo "la cintura ti salva la vitta" ed altre simili amenità).
L'Ecopass è stato sostanziallmente imposto dalla Moratti, come si trattasse di questione di vita o di morte, e, per di più, in perfetto stile sovietico (un consigliere dissidente è stato allontanato dalla neonata giunta municipale), contro i proclami dei partiti alleati (AN e Lega) i quali avevano, in esso, ravvisato uno strumento perfettamente inutile, avente l'unico scopo effettivo di introdurre dissimulatamente una nuova imposta comunale.
Dopo sei mesi di sperimentazione, si è appurato che il livello di inquinamento non è diminuito, nè, in generale, nella città, nè, segnatamente, nel centro assoggettato al nuovo regime automobilistico.
Questo spiega perchè ha un senso parlarne adesso, quando disponiamo dei dati sull'effettiva efficacia del provvedimento (e perchè ne aveva molto meno all'epoca in cui ne parlarono tutti, quando non si sapeva assolutamente se esso avrebbe funzionato o meno).
Ma che cosa c'è che non va nell'ecopass e perchè esso non ha sortito il risultato sperato?
Intanto, sgombriamo il campo da un equivoco di fondo: il risultato che il sindaco si prospettava c'è stato eccome: il Comune, infatti, ci ha guadagnato - e seguita a guadagnarci - un sacco di soldi.
Quello dell'abbattimento dei livelli di inquinamento era palesemente un falso bersaglio, perchè il sindaco era perfettamente consapevole del fatto che, imponendo un ticket di pochi euro (come, in effetti, è accaduto) non avrebbe minimamente dissuaso i cittadini dall'accedere al centro della città in automobile: avrebbe, semplicemente, ottenuto un nuovo flusso finanziario a favore del Comune.
Nelle grandi città europee dove l'ecopass è in funzione da anni, il costo dell'entrata è fino a dieci volte maggiore che a Milano.
Tuttavia, il nodo della questione è un altro: se lo scopo è quello - dichiarato - di ridurre l'inquinamento (non perchè esso produca un cattivo odore, ma per la ragione che provoca - dicono - il cancro nella cittadinanza), che senso ha consentire di seguitare ad inquinare, ma a pagamento?
Se pago, posso indurre una malattia mortale nel mio vicino di casa?
La cosa mi interessa, perchè il mio vicino di casa mi sta terribilmente sulle balle: forse, pagando di più, posso accelerare il corso degli eventi e farlo fuori più rapidamente con una pugnalata nella schiena.
Chiederò ai Vigili.


 

Postato da: barbalbero a 08:54 | link | commenti (7)

mercoledì, marzo 12, 2008
SCIAMPIONLIG

Il clima sta cambiando.
E non mi riferisco alla calotta artica che - dicono - si sta squagliando come un Mottarello dimenticato fuori dal frigo.
Non si può più trattare a pesci in faccia gli avversari, nè godere sguaiatamente delle disgrazie altrui o stracciare un programma elettorale: non è elegante.
E' il clima del politically correct, la nouvelle vague della società italiana: come sempre, dagli americani mutuiamo il peggio, mentre ci rifiutiamo ostinatamente di mettere in pratica quei due o tre concetti base che ne hanno fatto i meglio fichi del bigoncio.
Così, ieri sera, non ho goduto: mi sono soltanto compiaciuto sommessamente.
In realtà, avrei potuto far di meglio: segnatamente, avrei potuto esaltarmi nel delirio più osceno.
Ma Sky, malauguratamente, per tutta la durata dell'interminabile diretta, non ha mai mostrato, neppure per un momento, la faccia di Moratti.
Peccato.

Postato da: barbalbero a 09:19 | link | commenti (1)

venerdì, marzo 07, 2008
SONO AL CAFFE'

Stamane, ad ore 7.00, con mia moglie si discuteva di come la società fondata sulla diseguaglianza sia storicamente - prescindendo dagli aspetti etici - più funzionale ed efficiente di quella fondata sull'eguaglianza e di come l'unica rivoluzione produttiva di reali effetti, nella storia dell'Occidente, sia stata quella industriale (e non, certamente, quella, sopravvalutata, francese).
Sono alla frutta; anzi, anche considerata l'ora, al caffè.

Postato da: barbalbero a 08:13 | link | commenti (1)

mercoledì, marzo 05, 2008
DUNGEON AND DRAGONS

Non starò qui a spiegare che cosa sia il D&D: chi non lo sa passi oltre, chè non ho tempo da perdere.
Di tempo, invece, ne avevo quella volta che mi misi in parry e, in tal modo, resistetti ad un'infinità di attacchi (di orchi, credo), sbarrando il passo al nemico e consentendo ai miei compagni di mettersi in salvo, riorganizzarsi e tornare infine a ripescarmi (allo stremo degli hit points), massacrando la marmaglia mugolante.
Cose che toccano ad un paladino, del resto, nè me ne sono mai bullato (più di quel tanto...).
E' morto Gary Gygax, senza il quale quell'avventura e molte altre non sarebbero state possibili (e, per il sol fatto che, al contrario, lo sono state, dovrei ringraziarlo mille volte mille).
Chi non ha idealmente percorso un labirinto buio, rischiarato solamente dal tenue lucore emesso da una lama magica, trepidando ad ogni svolta e ad ogni angolo, inconsapevole di quale aberrante mostruosità avrebbe potuto, in qualsiasi momento, avventarsi su di lui (ma ben conscio che ciò, ineluttabilmente, sarebbe accaduto) semplicemente, non può capire.
Chi non ha trascorso una notte immaginaria in una vecchia locanda (il Gallo d'Oro, di regola), dormendo con un solo occhio chiuso, vestito di ferro ed impugnando la spada, attento ad ogni rumore, ad ogni sensazione, ben sapendo che l'attacco sarebbe infine giunto (non si sa quando, non si sa da dove, non si sa da chi, ma sarebbe giunto), torni a dedicarsi alla filatelia o al ricamo o a quel che gli pare.
Chi non si è calato nella cripta di una chiesa abbandonata, percependo tutto il male che vi allignava e, ciò non di meno, vi si è inoltrato, procedendo rasente il muro; chi non ha mai interpretato le rune incise sull'altare maledetto che vi ha trovato; chi non si è battuto con l'orrendo chierico non-morto che ivi è comparso per celebrare la sua demoniaca funzione, non si affanni a comprendere.
Chi non ha immaginato di cavalcare, di lanciarsi in una carica furiosa, al punto di avere l'impressione di avvertire il vento gelido sul volto, lo strepito degli zoccoli sulle pietre, lo schianto della lancia infranta contro il petto del drago, l'odore del sangue della bestia sulla pelle, non prtenda spiegazioni.
Quanto mi ha fatto divertire, Mr. Gygax; e quanto sta facendo divertire mio figlio.
Grazie e buon riposo.

Postato da: barbalbero a 19:30 | link | commenti (3)