"Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada."

Lo specchio di Galadriel

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Palantir

Qualcuno ha guardato nel Palantir *loading* volte

venerdì, gennaio 27, 2006

FAR WEST
Come era immaginabile, abbiamo la prima vittima della legge del West appena introdotta dal nostro - ultimamente iperattivo – Parlamento.
E, tanto, ancor prima che essa sia entrata in vigore.
Dal sito del Corriere della Sera: Rapina a Verona: "Imprenditore spara a un ladro e lo uccide. L'uomo non potrà usufruire della tutela della nuova legge sulla legittima difesa: il provvedimento non è ancora in vigore. Il malvivente colpito mentre tentava di compiere un furto. Trovato dai Carabinieri".
Vogliamo stare a discutere sull’opportunità di mettere la pistola in mano ai cittadini?
Vogliamo anche dire che, in questo modo, si introduce una - eventuale - pena di morte per il furto?
A me pare ozioso.
I processi durano anni e gli uffici giudiziari vanno a rilento? Si depenalizzano i reati.
Le carceri sono piene e scoppiano? Si promulga – o si tenta di farlo – l’amnistia.
La criminalità sfugge al controllo delle forze di polizia? Si autorizza la gente a farsi giustizia da sola.
Aggiungo che non è affatto vero che “l’uomo non potrà usufruire della tutela della nuova legge sulla legittima difesa: il provvedimento non è ancora in vigore”: in realtà, il secondo comma dell’art. 2 del codice penale è chiaro nell’affermare che “nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge posteriore, non costituisce reato”.
Questo, per la precisione.

Postato da: barbalbero a 14:11 | link | commenti (6)

PRIMA PAGINA
L'abituale rapida scorsa della prima pagina del Corriere non può che muovere dalle elezioni palestinesi.
La vittoria di Hamas pone un bel problema a sociologi, giuristi e politologi: se un popolo, attraverso elezioni democratiche, premia una forza antidemocratica, il successivo regime (antidemocratico) che si instaura è democratico o antidemocratico?
E se, nei fatti, si dimostra antidemocratico, la comunità internazionale deve rispettare il voto democratico espresso da quel popolo e, pertanto, intrattenere relazioni con quel regime?
La questione mi pare spessa.
Io non provo nemmeno a rispondere, perchè mi occorrerebbe un post di centocinquanta pagine (nel quale, tra l'altro, riuscirei ad infilare un sacco di sciocchezze).
Getto il sasso nello stagno, chissà che non ci sia qualche coraggioso che vuole cimentarsi sull'argomento.
Più o meno a centro pagina, Pierluigi Battista (ma è diventata un'ossessione...) scrive cose condivisibili sui - nuovi (o rinnovati) - rapporti tra DS e Lega.
Cita, Battista, un editoriale di Furio  Colombo, sull'Unità del 4 marzo 2002, ove la Lega era paragonata al "nazismo spontaneo dei gruppi armati e delle bande che hanno preceduto l'avvento di Adolf Hitller" ed era indicata come un movimento così infrequentabile "che nessuna destra d'Europa accetta di incontrarlo".
Ha buona memoria, Battista; meno ne ha Bersani (che, pure, io personalmente considero il migliore dei DS ed uno dei migliori della politica italiana) che, alla festa della Lega, a Busto Arsizio, ha speso parole di elogio - al limite del compromettente - per un movimento "capace di stare in mezzo alla gente" e per tale sua connotazione fortemente popolare in qualche modo accostato allo stesso partito della quercia.
Insomma: in fondo, siamo tutti fratelli (soprattutto sotto elezioni).
Proprio di fianco all'articolo di Battista, la conferma di quanto anticipavo in un mio commento di ieri, sul blog di Farfi: da oggi, in Italia, consumare sostanze stupefacenti (qualsiasi sostanza stupefacente) è un reato.
Gianfranco Fini (un altro dei pochi politici che stimo) spiega che "non esiste il diritto di drogarsi" e che "è innegabile che chi assume sostanze stupefacenti crea dei danni".
Quanto alla prima affermazione, osservo che il diritto di drogarsi non esiste da oggi: fintato che farlo non è stato vietato, tale diritto esisteva.
La legge proibizionista, pertanto, non può essere giustificata in tal modo.
Verissimo, invece, che chi assume sostanze stupefacenti crea dei danni; va anche detto, però, che gli stessi - anzi, statisticamente, più gravi - danni li produce chi abusa di alcool.
E, indirettamente, danni alla società li provoca anche chi fuma (basti pensare al costo sociale delle cure delle malattie provocate dal fumo).
Seguito a non capire perchè una sostanza psicotropa come la cannabis sia vietata ed una sostanza psicotropa come l'alcool non soltanto non lo sia, ma sia anche fonte di reddito per lo Stato (l'imposta sugli spiriti non ha nulla a che vedere con i trapassati) e possa essere pubblicizzata in ogni forma.
Però qui mi fermo, perchè se qualche Savonarola, per caso, mi legge, magari tra un po' ci vietano anche il nebbiolo (ed io, questo, non lo potrei proprio sopportare).

Postato da: barbalbero a 09:50 | link | commenti (9)

giovedì, gennaio 26, 2006

RUSSIA
Mentre scorgo in lontananza la cupola dorata di Sant’Isacco, la tormenta di neve mi avvolge.
L’immensa distesa immacolata scorre rapida sotto gli zoccoli della mia cavalcatura e lame di gelo si insinuano dolorosamente negli esigui spazi esistenti tra bavero e colbacco.
Ancora poche miglia e sarò al caldo, nel Palazzo d’Inverno.
Questo è ciò che mi viene in mente osservando il panorama dalle finestre del mio studio milanese.
Proprio adesso che la Russia ci invia un assaggio del proprio clima, la stessa Russia ci nega il gas che ci occorre per riscaldarci.
Sia ben chiaro, questa del prelievo abusivo di gas da parte dell’Ucraina è faccenda che nulla ha a che vedere con la nostra emergenza energetica.
Le ragioni sono tutt’altre, strutturali, come ha bene illustrato l’amministratore delegato dell’ENI  da Giuliano Ferrara (e, d’accordo con lui, era pure Ermete Realacci il quale, di regola, non è mai d’accordo con nessuno).
Alla canna del gas – in senso letterale – ci saremmo rimasti anche se la fornitura dalla Russia non avesse subito alcun genere di rallentamento.
Il fatto è che, a noi italiani, piace il caldo.
Di più: ci piace stare in mutande e non ci rassegniamo all’idea che non sempre questo è possibile.
Secondo accreditate statistiche, siamo il Paese europeo con il più alto consumo pro-capite di energia per riscaldamento; più di Francia e Germania, ma anche più di Svezia e Finlandia.
Incuranti del fatto che, fuori, ci sono cinque gradi sotto lo zero, noi pretendiamo di stare in Lacoste nel salotto di casa nostra: forse per avere malinteso la lezione di geografia impartitaci in gioventù dalla nostra cara maestra, secondo la quale l’Italia è un Paese dal clima mediterraneo, temperato.
E si sa che, per noi italiani, la mamma e la maestra sono sacre.
Così è ora in vista una mezza rivoluzione all’annuncio che il Governo imporrà la riduzione di un grado della temperatura massima di esercizio dei nostri impianti di riscaldamento.
L’idea di infilarci un bel maglione di lana (che è anche elegante, oltretutto) prima di addormentarci davanti alla televisione (e, magari, di sostituire un tè caldo alla usuale birra ghiacciata) ci manda letteralmente in bestia.
Per quel che mi riguarda, mi sovviene un vecchio proverbio svedese (e, gli svedesi, son gente che di freddo ne mastica): “il freddo non esiste; esistono soltanto abiti sbagliati”.

Postato da: barbalbero a 16:35 | link | commenti (5)

CVD
Ovvero, come volevasi dimostrare.
"Sì, l'eros vuole sollevarci 'in estasi' verso il Divino, vuole condurci al di là di noi stessi (...). Eros e agape non si lasciano mai separare completamente l'uno dall'altro".
Sono solo due citazioni, certo. Ma a conferma che l'et-et è cattolico, l'aut-aut protestante.
Mica fesso questo B16.
E adesso, chi lo dice a Farfi?

Postato da: kingaragorn a 09:48 | link | commenti (3)

mercoledì, gennaio 25, 2006

ELOGIO DELLA NON NOTIZIA
Per giorni si è dibattuto sulla data di scioglimento delle Camere. Oggi scopriamo che è un potere esclusivo del presidente della Repubblica e che la data del 29 gennaio non era che il frutto di una convenzione.
Per giorni si è dibattuto sull'abbattimento degli aborti clandestini grazie alla 194. Oggi scopriamo (vedi le Iene di ieri sera) che non è vero niente (per la cronaca: sono 40 mila all'anno gli aborti clandestini in Italia).
Per giorni si è dibattuto su quei fascisti degli israeliani che volevano impedire ai palestinesi di votare a Gerusalemme. Oggi scopriamo che si vota, eccome se si vota.
Per giorni si è dibattuto che Berlusconi occupa militarmente la Tv. Oggi scopriamo che è stato invitato da tutti, senza che fosse loro puntata alla testa una pistola.
Per giorni si è dibattuto della desolazione post bellica di Afghanistan e Iraq. Oggi scopriamo (vedi una ricerca della Bbc) che afghani e iracheni sono i popoli più ottimisti del mondo rispetto al proprio futuro.
Per giorni si è dibattuto sulla prima enciclica di Benedetto XVI. Mi viene il sospetto che da domani, per l'ennesima volta, si scoprirà di aver sprecato una marea di tempo, inchiostro e fiato.

Postato da: kingaragorn a 17:52 | link | commenti (2)

A VOLTE RITORNANO: ROBESPIERRE
Oggi, di spalla, a sinistra, in prima pagina sul Corriere della  Sera, Paolo Franchi svolge acute – come sempre – riflessioni sull’ultima esternazione di Gian Carlo Caselli, il quale, sull’Unità, contesta la relazione della Commissione Parlamentare Antimafia in cui, a valle delle sentenze di primo e secondo grado (quest’ultima confermata in toto dalla Corte di Cassazione), si sancisce la riabilitazione del senatore Giulio Andreotti.
Non voglio entrare più  che tanto nel merito della questione giudiziaria: ci sono le sentenze che parlano e, tanto, in un paese democratico, dovrebbe essere considerato sufficiente a chiudere il caso.
Mi pongo, piuttosto, alcune domande (anzi, le pongo a voi):
1) perché un magistrato in servizio effettivo (Caselli è il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Torino) scrive sui giornali e, in particolare, sull’organo di stampa di un partito politico?
2) perché scrive di una vicenda che lo ha visto direttamente interessato come magistrato (Caselli era il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo che sostenne l’accusa nel processo contro Andreotti)?
3) perché, non pago di avere sacrificato ingenti risorse economiche della collettività al fine di sostenere pervicacemente un’accusa rivelatasi infondata in entrambi i gradi del giudizio (ed, infine, in sede di legittimità), di fronte al dato definitivo costituito dalle tre sentenze di assoluzione definisce la relazione della Commissione Antimafia “un tentativo di  sbianchettare le lunghe ombre di mafiosità che avvolgono il senatore” (cito Franchi, non Caselli)?
A queste domande, ovviamente, non rispondo (ma spero che lo faccia qualcuno di voi).
Piuttosto, esse mi inducono due riflessioni.
La prima, di carattere generale, è che nel nostro Paese è diffusa la convinzione che le uniche sentenze giuste siano quelle di condanna.
Craxi è – stato – un delinquente, perché tanto ha statuito un Tribunale (e, su questo, mi trovo d’accordo, sebbene mi sentirei di precisare che Craxi è stato anche un delinquente, ma non solo).
Le sentenze, infatti, accertano la reità delle condotte, ma non qualificano le persone.

Andreotti, invece, resta un mafioso, sebbene sia stato assolto da tele accusa.

La seconda, che riguarda un po’ più da vicino il caso Andreotti – ma che si risolve, infine, in una considerazione generale – attiene all’istituto della prescrizione.
Il profilo per così dire tecnico sul quale si appiglia la critica di Caselli è che nei confronti del senatore Andreotti furono formalizzati due capi di accusa: l’associazione a delinquere (per fatti anteriori all’anno 1980) e l’associazione a delinquere di stampo mafioso (per fatti successivi a tale data).
Per il secondo capo, l’imputato è stato assolto sia in primo che in secondo grado.
Per il primo, Andreotti è stato – pure – assolto, ma: in primo grado per insufficienza di prove (l’espressione non è corretta tecnicamente, ma la utilizzo per chiarezza) ed in secondo grado per prescrizione.
La  Corte di Appello di Palermo, infatti, sulla base delle dichiarazioni rese dai pentiti (unico elemento istruttorio portato dalla Pubblica Accusa), ha ritenuto il fatto provato, ma non più perseguibile penalmente, per intervenuta prescrizione.
La  sentenza della Corte di Appello, in realtà, risente del medesimo pregiudizio giustizialista più sopra illustrato: quella di prescrizione è un’eccezione preliminare, il che significa che essa deve essere esaminata prima del merito e, laddove risulti fondata, deve essere accolta senza scendere all’esame dei fatti.
Valutare la condotta, affermare che il Tribunale ha sbagliato nel ritenere inattendibili i pentiti e, conseguentemente, nel ritenere non provata l’accusa, per poi stabilire che, comunque, il reato è prescritto è, quantomeno, un errore tecnico.
Un errore che, a mio modo di vedere, lascia trasparire la volontà dei giudici di manifestare una sorta di rammarico nell’assolvere: i fatti ci sono, ma – ahinoi – c’è questo impiccio della prescrizione che ci impedisce di punire.
Elevandosi al di sopra della Legge che dovrebbero applicare, dunque, i magistrati assolvono (perché altro non potrebbero fare: la Cassazione comunque riformerebbe una loro diversa decisione), ma ci tengono a far sapere al mondo intero che l’accusa era fondata.
Ma l’insofferenza dei giudici verso l’istituto della prescrizione è inaccettabile.
In primis, perché esso ha un significato profondo, è il frutto di una secolare elaborazione giuridica (sul punto non sto ad approfondire, chi è interessato ha a disposizione una sconfinata bibliografia).
Inoltre – ed è ciò che, a mio avviso, più conta – perché non è compito del magistrato giudicare la bontà di una legge, bensì soltanto applicarla.
Non è osservazione da poco, perché se si ammette il principio secondo il quale la legge la fanno i giudici, ogni decisione diventa soggettiva, la certezza del diritto va a quel paese e tutti i cittadini sono in pericolo.
La divisione dei poteri figlia della Rivoluzione Francese è principio ormai indiscusso in ogni regime democratico e fu sancito proprio per evitare che il Re – o chi per lui – adottasse, di volta in volta, il metro meglio creduto nella valutazione dei comportamenti.
Se stabiliamo che il Parlamento è sovrano, non possiamo accettare che i magistrati si elevino al di sopra della Legge.
Ciò non significa che le leggi non possano essere sbagliate (ed infatti, nel nostro Ordinamento, esiste il sistema per cambiarle): significa, invece, che, fintanto che sono in vigore, le leggi vanno applicate.
Proprio ieri il nostro Parlamento ha varato una legge che – pare, io aspetterei di leggerla, prima di esprimermi – consentirebbe di difendere il proprio patrimonio anche a sacrifico dell’incolumità fisica – o della stessa vita – dell’aggressore.
Se così fosse, io per primo mi sentirei di dire che non va bene.
Non posso accettare, però, che, alla notizia, ci sia stata una levata di scudi da parte delle associazioni dei magistrati: penso che ognuno dovrebbe stare al proprio posto, svolgere con diligenza il proprio ruolo ed affidarsi – finalmente – alle regole della democrazia, confidando che, attraverso gli strumenti approntati dai Padri della Costituzione, gli eventuali errori possono essere rimediati.
Per molta parte dei nostri concittadini, invece, Robespierre è meglio di un Parlamento sovrano: avessi la macchina del tempo, lo farei loro provare.

Postato da: barbalbero a 11:06 | link | commenti (9)

BENZINA E CERINI
Premetto che non ho seguito la rissa televisiva tra Antonio Zequila ed Adriano Pappalardo – leggo - avvenuta durante Domenica In di domenica scorsa.
Sono, infatti, troppo snob per guardare Domenica In e, più in generale, per interessarmi della gran parte di ciò che viene trasmesso in televisione (in particolare, di tutti i cosiddetti fenomeni mediatici – Grande Fratello, Isola dei Famosi, eccetera - e dei programmi di intrattenimento per famiglie).
Come sempre, dunque, parlo di qualcosa che non ho visto (o che non ho letto o che non ho approfondito).
Da molti anni è invalsa, in televisione, la pratica di allestire programmi, spettacoli e quant’altro ricorrendo – quando va bene – all’uomo della strada (la trasmissione antesignana di questa tendenza fu la radiofonica Corrida di Corrado).
Nel peggiore dei casi, l’uomo qualunque è sostituito da personaggi del mondo dello spettacolo da tempo tramontati o avviati ad un inarrestabile declino.
Perché i produttori si regolino così è presto detto: questi signori costano poco o nulla.
Perché la gente guardi questi programmi è un po’ meno facile da spiegare: ritengo che si tratti di una miscela di voyeurismo (il gusto di spiare il vicino di casa, per intenderci) e di romantica attrazione verso il mostro (il sadico desiderio, nel nostro caso, di vedere fino a che punto è disposto ad abbassarsi un personaggio non più famoso pur di restare in qualche modo a galla).
E’ una televisione a basso costo che fa leva sulla morbosità congenita in ognuno di noi: insomma, non è una bella cosa.
Mi risulta che, chi ne mastica, definisca questa categoria “trash”: spazzatura.
C’è chi sostiene che gli spettatori hanno la televisione che si meritano: io non ne sono convinto.
Gli spettatori sono annoiati ed onnivori: guardano quel che si propone (o propina) loro.
Certamente, chi realizza le trasmissioni televisive deve cercare di suscitare un minimo interesse: opera lirica e documentari sui gamberi, alla lunga, stufano.
C’è, però, uno spazio ampio entro il quale muoversi senza rischiare di essere stroncati dagli ascolti.
Uno spettacolo di varietà (si dice ancora così?) può essere messo in piedi arruolando autori capaci, attori bravi, cantanti di alto livello, comici divertenti.
Oppure si può lasciare spago a benzinai, commesse del supermercato e guardiani notturni (con tutto il rispetto per tali persone e per le loro professioni).
E’ come fare il circo con gli acrobati, i giocolieri ed i funamboli, oppure ricorrere al nano, alla donna cannone ed all’uomo più alto del mondo.
Cambia radicalmente il genere e, del pari, cambiano i costi.
Sarei curioso di vedere gli indici di ascolto di un programma che, settimanalmente, proponesse in televisione il teatro di prosa (magari in diretta).
E, soprattutto, vorrei vederne l’andamento ad un mese, a tre mesi, ad un anno: non so perché, ma ho l’impressione che, dopo un minimo di rodaggio, la cosa funzionerebbe assai bene.
Insomma, si può scegliere tra spettacolo basato sul talento e rappresentazione delle miserie umane: la mia personalissima sensazione è che la nostra televisione abbia definitivamente imboccato la seconda via.
Ci si potrebbe avventurare, a questo punto, in più ampie riflessioni: se la televisione è lo specchio della società – ma è vero? – non si potrebbe forse affermare che è la società stessa ad avere messo da parte il talento, l’impegno, la professionalità?
Ma questo post è già abbastanza lungo ed io non dispongo dei mezzi culturali ed intellettuali indispensabili per affrontare tale approfondimento.
Senza contare che tutto quel che ho scritto, forse, neppure ha a che vedere con la rissa di Domenica In, la quale – come allontanare il sospetto? – è probabilmente il frutto di una scelta preordinata (quella di accostare benzina e cerini) volta soltanto ad ottenere un po’ di pubblicità.

Postato da: barbalbero a 10:03 | link | commenti (1)

venerdì, gennaio 20, 2006

UPDATE (MA SI DICE COSI'?)
Per curiosità, sono andato a rileggermi il Who's who della Compagnia. Che bisognerebbe aggiornare.
Cioccadoro, per esempio, ci ha da poco comunicato che di gatti ne ha tre, non uno.
Il quarto figlio di Gwaihir sarà pure arrivato. Come anche il terzo del sottoscritto: è arrivato da quasi nove mesi.
Infine, se non erro, la Clo ci ha salutato (su Rosiecotton).
In attesa di ulteriori aggiornamenti, si può fare qualcosa?

Postato da: kingaragorn a 18:24 | link | commenti (4)

LA BOLLA

Vi è mai capitato di trovarvi, così di punto in bianco, imprigionati in una bolla?
La bolla è totalmente impermeabile da sentmenti, emozioni.
Tu sei dentro e, come dice Vasco, "tutto il mondo fuori".
Ovviamente (si poteva dubitarne? è la legge di Murphy) il mondo decide, proprio allora, di fare le sue esternazioni e dire, fare (talvolta anche baciare, lettera, testamento ...) quello che magari aspettavi da una vita. E tu non puoi approfittarne.

Accidenti.

Postato da: cioccadoro a 09:29 | link | commenti (11)

giovedì, gennaio 19, 2006

LA FAMIGLIA BARBALBERO 2

LE FIERE

Si, proprio le fiere, nel senso di animali, bestie feroci. In casa ce ne sono quattro:

Marte: cane Labrador di un anno e mezzo, buono, fedele, affettuoso ovvero completamente tonto e vagamente paranoico. Per giustificare gli epiteti: è succube di qualsiasi essere vivente del sistema terracqueo: le prende dai gatti, che gli hanno procurato varie cicatrici, abbaia quando suonano alla porta, per poi , fatto accomodare l’intruso, buttarsi per terra per farsi grattare la pancia: a meno che l’intruso non sia maschio e con i capelli neri: in questo caso ringhia di paura…e se viene avvicinato abbassa le orecchie e piange.

Poi ci sono i gatti: in ordine crescente:

Buricchio (per qualsiasi delucidazione circa il nome chiedere a Barbalbero – purchè abbiate tanto tempo) gattino di tre mesi ovvero una furia. Qualche grave malattia mentale gli fa credere che gli umani adottino un comportamento assolutamente ingiustificato riempiendo i mobili con inutili oggetti quali piatti e bicchieri o vasi. Dato che trattasi di gattino servizievole…fa di tutto per correggere il problema, trovando che sia possibile ovviare facendoli precipitare sul pavimento. Prima o poi proverà l’ebbrezza di un soggiorno al caldo…del forno!

Frodo (in origine si chiamava Bess ma, dopo la prima visita dal veterinario, si è virato su un nome maschile. Non trattasi di gatto trans, trattasi di venditore di gatti def…icente) gatto dal pelo rosso di circa tre anni. Lui è il gatto per antonomasia: colui che ha deciso di rendere palese alla famiglia la netta supremazia del gatto sul cane. Per farlo, da un anno e mezzo a questa parte, attira il cane verso il divano, si posiziona sullo schienale dello stesso, e, quando il canide arriva posizionandosi con muso adorante verso di lui, lui sfodera artigli degni di Freddy Krugher e lo sfregia . Poi si gira verso di noi e, con fare annoiato sembra che dica “Vi avevo avvertito che non c’è confronto….” Il suo luogo preferito è in cima alla credenza, dalla quale domina la cucina stile Re Leone… Affetto da manie di grandezza

Stravinsky (alias Pet Cemetary – ovvero il gatto sepolto nel maledetto cimitero di S. King, che ritornava in vita….) trattasi di gatto nero, di 18 anni. La creatura è alquanto malconcia…sia fisicamente che intellettualmente: alcuni esempi? Cammina fino alla ciotola del cibo per poi fare dietro front e tornare a dormire, probabilmente essendosi dimenticato che cavolo era arrivato a fare fino li Fa pipì nel water ovvero nel bidet, a seconda di quale sia disponibile: in caso di bagno chiuso arriva alla cassettina. Sale sulla copertura della stessa, e fa pipì a pioggia…non vi sto a dire quanto se la prenda Frodo quando gliela fa in testa…. Quasi quanto Barbalbero l’altra sera: mentre degustava il suo formaggio accompagnato da miele e quant’altro, Stravinsky è salito con nonchalance sul tavolo e lo ha attraversato, ignorando il fatto che, per farlo, gli sia toccato attraversare anche il piatto di Barbalbero… Per morte dolce si intende quella dispensata con il coltello del formaggio sporco di miele?

Postato da: cioccadoro a 09:01 | link | commenti (5)

mercoledì, gennaio 18, 2006

SCONFITTO
Ho passato l'ultimo week end a cercare di configurare il mio primo pc Linux. Avevo accettato il fatto che non mi riconoscesse la sound card ma il fatto che nonstante tutti i driver scaricati e caricati anche manualmenti non sia riuscito a fargli vedere la wifi card necessaria per andare in rete e' stato troppo. Ho dovuto mestamente capitolare. Come unico surrogato ho installato Firefox sul windows pc e adesso sto scrivendo con con questa volpe di fuoco.

Postato da: BoromirdiGondor a 11:51 | link | commenti

LA FAMIGLIA BARBARLBERO

 Spesso mi lamento...che fatica fare la mamma di tre ragazzini! Quello di dieci anni con un'attrazione fatale per la Play Station (e se tentassi una scalata alla Sony?...no, che avete capito, niente azioni, consulenze o quant'altro...sono una persona seria, io,...pensavo piuttosto di scalare l'edificio della casa madre per metterci una bomba...sapete tipo The day after....). Poi mi dico, dai, non esagerare...in fin dei conti 'sti ragazzini non sono poi così male...vero, anche se quando alla domanda :" Cosa vuoi fare da grande?" (lo so che non sono cose da chiedersi ma, come fermare una nonna armata delle migliori intenzioni?) senti una bimba di nove anni rispondere "La pensionata: tutto il giorno a non far niente, come il nonno" allora.....

La figlia più grande (non ha ancora 14 anni) è ossessionata da un ragazzotto di 16 che, incurante dei passi avanti fatti dalla società negli ultimi 300 anni pretenderebbe che non uscisse di casa mai, stesse solo con lui, aborrisse il cinema per non parlare poi del teatro. Lei lo lascia (evviva!) Lui non è d'accordo: va sotto casa dell'aspirante sostituto per convincerlo a lasciarla in pace (non è colpa sua se gli difetta l'eloquio e decide di convincerlo a cazzotti...)Così il compagno di una vita (alias Barbalbero) parte lancia in resta (visti i trascorsi da Paladino) e va a sedare la rissa...Tutto è bene quel che finisce bene....se non fosse che il ragazzino (il quale è ormai assodato cerca, come diceva mia nonna, pacchere a spasso) non trova nulla di meglio da fare che telefonare a Barbalbero ed apostrofarlo così "Un'altra volta si faccia i fatti suoi!"... Grazie a Dio Barbalbero ha le radici...

La figlia di mezzo è un caso a parte: come tutti i figli di mezzo. E' lunatica come pochi, passa dall'euforia alla depressione più totale...sarà l'adolescenza...ma sarà anche l'esaurimento nervoso che mi farà venire quanto prima. Certo è che ogni tanto se ne viene fuori con delle cose...che ti domandi se non te l'hanno cambiata nella nursery con un piccolino proveniente da Marte. Esagero?...Che direste se, in giro con lei, al passaggio di un carro funebre la sentiste esclamare angelica..."Guarda Mamy una macchina addobbata per Natale" o se vi riferisse che il papà di una sua amica fa il medico....il vaginecologo!?

 Nell'insieme è un bel quadretto no? Ma non è ancora nulla...aspettate che vi parli degli altri abitanti della casa.....

Postato da: cioccadoro a 09:06 | link | commenti (4)

martedì, gennaio 17, 2006

SEX
Oggi, prima pagina del Corrierone, in basso a sinistra, anticipazioni sulla prima enciclica di Benedetto XVI.
Prima, però, una premessa: non ho lettto l'enciclica (non è ancora pubblicata); so perfettamente bene che ad estrarre dal contesto si rischia di fraintendere; non sono interessato a conoscere l'opinione dell'agenzia Zenith o di Civiltà Cattolica.
In altri termini: Fredrich, cortesemente, fa finta che abbia parlato il gatto (come si dice dalle mi' parti).
Benone.
"La prima parte, in particolare, distinguerà fra eros, concetto pagano dell'amore, e agape, concetto cristiano,  senza il quale l'eros è degradato a puro sesso" (cito l'articolo, non l'enciclica).
Degradato a puro sesso?
Forse c'è un errore di stampa: innalzato, avrà voluto dire.
Tutto  nasce dall'infelice espressione "fare l'amore": è  su questo tragico malinteso di fondo che si gioca tutta la partita.
C'è una bella differenza tra alimentarsi e mangiare: per alimentarsi è sufficiente una fleboclisi, mangiare, invece, è pura ricerca dell'estasi.
Quando, verso le due, vado al bar a consumare un panino, mi alimento; quando mi accingo a gustare un risotto con l'ossobuco, alternato a vellutati sorsi di dolcetto d'Alba, celebro un rito pagano: soddisfo la tensione irreprimibile dell'uomo verso il piacere assoluto.
C'è chi, dopo un piatto del genere, ha vissuto esperienze mistiche (forse anche perchè aveva un po' esagerato col dolcetto).
Se l'amore - ovviamente - non può essere equiparato all'alimentarsi, il sesso, invece, appartiene alla stessa razza del mangiare: è piacere fine a stesso, dato e ricevuto, in uno scambio ed in una mutua ricerca inestricabili.
Insomma: io non conosco Halle Berry (ce l'avete presente? Catwoman, per intendersi) e, dunque, non posso amarla; ma sono proprio convinto che potrei farci del sesso favoloso.
E'  che lei non vuole...

Postato da: barbalbero a 07:27 | link | commenti (4)

lunedì, gennaio 16, 2006

SEI CONVINTA DI VOLER SVELARE L'ARCANO? CERTO, TANTO NON LO CAPSCONO, SAREBBE UN COLPO TROPPO GROSSO AL LORO AMOR PROPRIO OVVERO .."SE NON CI FOSSE STATO LEI NON SO COSA AVREI FATTO...."

E' tutto il giorno che mi domando se parlare di questo o meno nel mio post della sera. Poi mi sono detta che si, in fin dei conti non è un mistero....

Mi riferisco ad un fatto che, senza necessitare della curiosità di H. Poirot, se fossi un uomo mi darebbe da pensare. Ma è possibile che il genere femminile sia composto di una pletora di mezze deficenti, vagamente rimbambite, che non hanno nemmeno una vaga idea di come si procede per la sostituzione di uno pneumatico?

Possibile che mai abbia sfiorato le meningi di un uomo il dubbio amletico che tutti vi dovrebbe attanagliare..."ma non sarà che sta prendendomi per...il naso?"

E' statisticamente provato che, laddove si dice la donna abbia l'istinto della crocerossina (più che d'istinto parlerei di necessità: alzi la mano il maschietto che non inorridisce all'idea di un'iniezione) l'uomo ha quello di fare il paladino in cerca di donzelle in pericolo...ovvero il gommista.

Si, avete letto benissimo: alzi la mano chi non si fermerebbe a dare una mano ad una donna ferma a lato strada con una gomma a terra...e come incipit nulla da dire...assolutamente encomiabile ma....c'è sempre un ma....

Il Paladino accosta, doppie frecce, scende con passo elastico dall'auto: sulla faccia stampato un sorriso a metà fra "calma piccola, non temere, ci sono io...." e " poverella, se non ci fossi stato io faceva notte qui..."

Lei interpreta: "porca vacca... arriva Rambo...vediamo di limitare i danni al minimo..."

- ha bisogno di una mano? - (domanda per lui assolutamente pleonastica....)

- grazie no, non si disturbi...- (lei sa che è inutile cercare di allontanarlo ma sente che deve almeno provarci)

- ma si immagini, e poi, una donna sola...si sa che non siete tanto pratiche - (sorrisetto accondiscendente)

A questo punto lei si fa quattro conti e pensa "beh, visto che di allontanarlo non se ne parla...cerchiamo almeno di non sporcarci le mani o rovinarci le scarpe:  - Lei non ha un'idea di come mi senta rassicurata ora che Lei si è fermato....la ruota...ha visto?...ma come mai accidenti.....? Sono proprio sfortunata....e poi sa, sono nel panico: non ho nemmeno un'idea vaga di dove si trovino gli attrezzi.... (ma con nonchalance si dirige verso il baule già precedentemente aperto)

- Stia tranquilla, penso a tutto io...."

Il Paladino comincia ad armeggiare e, inevitabilmente, comincia a sporcarsi.

Lei, guardando con amore le scarpe beige scamosciate: - Lei è straordinario....posso aiutarla in qualche modo? -

- Si per favore mi passi il crick -

(Lei guarda inorridita la custodia del crick...unta e bisunta...e guarda le unghie laccate la mattina prima.... - il cosa? -

-il crick...sa quell'aggeggio...._

(Lei capisce che ci vuole un aiutino....si avvicina a lui, sgrana gli occhi tipo Bambi dopo la morte della mamma, sbatte le ciglia (benedetto mascara)  ed esclama - Sarebbe così gentile da dirmi come è fatto ?-

- Non si preoccupi, ci penso io ! -  Felice....

Senza tediarvi oltre, lui cambia la gomma....lei lo rende edotto circa figli o nipoti, in modo da stroncare sul nascere qualsiasi velleità che potesse aver fatto capolino nella mente di lui tipo un aperitivo o quant'altro.

Lui finisce, sporco come uno spazzacamino, rigoverna gli attrezzi, saluta e se ne va.

Lei rientra a casa: la aspetta il compagno di una vita:

- Amore, ho forato -

- Avevi la gomma di scorta? - (Risposta errata caro il mio saputello...)

- Si, credo...un signore mi ha aiutato a cambiarla - (notasi la scelta del termine "signore" che individua un uomo di mezza età per nulla attraente  e quindi assolutamente non competitivo con il nostro lui)

- Ma caro, adesso, come si fa a farsene dare un'altra? - (Vieni micio micio....abbocca.....)

- Certo che voi donne siete tutte uguali...ma come cavolo avete fatto a prenderla sta benedetta patente....avrete fatto l'occhiolino all'esaminatore...(ndr versione purgata per la pubblicazione sul blog)e va bene...domani la porto io dal gommista -

Ora la domanda è : "stupido è chi lo stupido fa"  come diceva Forrest Gump ?

Postato da: cioccadoro a 23:26 | link | commenti (7)

PERCHE' NON SCRIVI UN LIBRO?

Era un pezzo che mancavo da queste parti....beh sapete fra palestra, parrucchiere, il the con le amiche ed i saldi.....dove lo trovi il tempo?

Certo che iniziare così avrebbe un discreto impatto sui più: scatenerebbe le donne, incerte se imbufalirsi trincerandosi dietro presunte reminiscenze di femminismo che si scagliava contro le donne oche poco impegnate e quant'altro o morire d'invidia per questa deficente che si divide fra parrucchiere e shopping....calma, calma, time out...scherzavo.

Palestra: non se ne parla...non ho ancora smaltito gli arretrati di cose da fare accumulati nelle vacanze natalizie (che per altro di vacanze hanno solo il nome: figli a casa per 19 giorni, ufficio che non chiude e comunque devi frequentare perchè qualche burocrate cretino ha deciso che ti devi adeguare alla legge sulla privacy, per non parlare di cenoni e regali da comprare...e va di lusso che non devo più nasconderli in ogni dove visto che le creature non credono più al signore con la barba.)

Parrucchiere: l'ultima volta che ci ho messo piede aveva buttato via la mia scheda (dopo un anno di assenza è prassi) ed ho rischiato di uscire con la chioma di un patetico biondo menopausa...ora aspetto che ributti la scheda prima di tornarci.

The con le amiche...a prescindere dal fatto che non mi piace il the...ma chi cavolo può permettersi di bighellonare con le amiche? Al massimo le incontro per fabbricare le olive ripiene all'Ascolana (Signore, ma di tanti oggetti del creato, Santo Te, proprio le olive dovevi inventarTi? E soprattutto, perchè mettere al mondo, già tanto travagliato da peste e cartestie, un imbecille che non ha niente di meglio da fare che inventarsi una ricetta che preveda di togliere il nocciolo alle olive praticando un taglio a spirale che possa consentire poi, a qualche cerebroleso (fra i quali mi annovero) di riempirle con un impasto di 5 tipi diversi di carni arrostite per poi infarinarle, impanarle e friggerle...?)

Saldi...shopping....vero è che mi annoia mortalmente...no, non fate quella faccia....ebbene si, non sono normale....non avete mai visto una donna che non adori fare shopping...eppure...forse dipende dal fatto che anche uscedo con tutte le più buone intenzioni arrivo alla porta che mi sono ricordata che nel pomeriggio dovevo telefonare all'idraulico, andare dal dentista ed accompagnare il pupo in palestra....passi il dentista ed il pupo....ma l'idraulico...mi ha dato un appuntamento telefonico e non intendo mancare...no, buoni...calma...nessuna tresca in vista (e poi, l'idraulico , dovreste vederlo) è solo che se molli l'osso finisci in fondo alla lista e....chi lo sente barbalbero quando, ricoperto di sapone, stile abominevole uomo delle nevi, e come quest'ultimo urlante, esce dalla doccia invocando la Sacra Famiglia, facendo illazioni circa il comportamento sessuale a dir poco originale della stessa , perchè lo scaldabagno a smesso di funzionare e, come mamma l'ha fatto (schiuma a parte), gli tocca uscire dalla doccia per venire a vedere :"...perchè c.... questa m.... di scaldabagno non funziona...":??? Abbiate pietà...potete davvero asserire che arrivereste anche solo all'ascensore?

postato da cioccadoro | 00:12 |

Postato da: cioccadoro a 00:18 | link | commenti (5)

domenica, gennaio 15, 2006

DOLLS: a ciascuno la sua

 

Postato da: BoromirdiGondor a 13:38 | link | commenti (3)

sabato, gennaio 14, 2006

ITALIANS

l'altro ieri ho partecipato ad una lodevole iniziativa dell'ambasciata italiana di gondor. una serata esplicativa delle modalita' di voto per gli emigranti con buffet a seguire. eravamo in una sala riunione di una famoso ristorante di Gondor (quale ristorante non ha oggigiorno una sala riunioni da 250 posti con videoproiettore incluso, bah). praticamente una volta chiusa la porta (cioe' ci hanno chiusi dentro praticamente) si e' creata una bolla di simpatico casino italiano in un contesto assolutamente diversamente algido. L'entropia dell'universo non sara' stata contenta e non ne ha certo guadagnato, ma e' stato un vero piacere devo ammettere. Il clou penso sia stato raggiunto quando i quattro alti funzionari dell'ambasciata hanno spiegato che per essere maggiormente certi del effettivo diritto di voto dei nostri connazionali avevano mandato un modulo a coloro per i quali l'indirizzo nel loro archivio risultava obsoleto. La spiegazione, nella migliore tradizione, era abbastanza criptica e quando una signora ha chiesto spiegazioni, insieme a quegli altri 5 o 6 commenti di simpatico sottofondo, le e' stato risposto che non la si preoccupasse (ndr: sto scrivendo dal mugello e qui si parla e scrive un po' strano) perche' se non aveva ricevuto il modulo voleva dire che il suo indirizzo era a posto. Ho avuto la malaugurata idea (di cui mi sono pentito subito appena aperta bocca) di far notare che mandare dei moduli a persone di cui non si e' sicuri di avere l'indirizzo giusto ha come probabile conseguenza che quei moduli non arrivino e che quindi il fatto di non aver ricevuto alcun modulo non sia un granche' come garanzia. Ho ricevuta una triplice risposta incrociata che mi spiegava di database, ministeri, trasmissioni solo per carta perche' la legge non prevede la trasmissioni di questi dati in maniera piu' moderna, corrieri che pendolano continuamente tra roma, i comuni e gondor, schede elettorali su cui gli emigranti potranno comunque mettere ancora le preferenze mentre gli italiani veri non piu' (perche il governo berlusconi nel colpo di mano proporzionalista si e' dimenticato di aggiornare anche la legge che regola il voto degli emigranti) e cosi' via..

Il tutto si e' risolto solamente quando la platea, ormai sfinita, si e' rivolta al buffet. E qui devo proprio dire, un'altra anomalia entropica in questo paese, una cena davvero squisita: antipasto, primi, secondi, insalate, formaggi.. con vini all'altezza. Ci si e' trovati tutti d'accordo.

Postato da: BoromirdiGondor a 15:40 | link | commenti (1)

UN'IPOTESI SURREALE
Un capo di governo partecipa ad un confronto televisivo con un esponente dell'opposizione.
Durante la trasmissione svela in diretta di essere in possesso di elementi che proverebbero il coinvolgimento dei vertici del principale partito di opposizione in un losco affare finanziario (una scalata ad una banca, supponiamo) in relazione al quale sono in corso indagini da parte della magistratura e che occupa da un paio di settimane le prime pagine di tutti i giornali.
L'esponente dell'opposizione presente nello studio televisivo invita il capo di governo a rivelare le informazioni in suo possesso ai magistrati.
Il capo di governo si reca presso la Procura della Repubblica ove comunica ai giudici che un proprio conoscente (un cittadino straniero che già restò coinvolto con lui in un precedente caso giudiziario-finanziario - che, per convenzione, chiameremo All Iberian - e che, convocato in tale occasione dai magistrati per rendere testimonianza, si rese irreperibile) gli avrebbe detto che due persone di sua conoscenza gli avrebbero rilevato che alcuni alti dirigenti di una primaria compagnia assicurativa  - che, sempre per convenzione, chiameremo Assicurazioni Generali - sarebbero tempo addietro stati contatti da esponenti di spicco dell'opposizione, i quali avrebbero esercitato pressioni affinchè tale compagnia si rifiutasse di cedere ad una banca spagnola la propria quota azionaria della banca di cui alla suaccennata - per convenzione - scalata, favorendo, invece, in tale operazione altra impresa assicurativa, collegata al principale partito di opposizione.
Tutto chiaro, no?
Giornalisti ed esponenti del mondo politico osservano, allora, che, in tutto ciò, non parrebbero, prima facie, ravvisabili estremi di condotta penalmente illecita.
Il capo di governo riconosce la circostanza, ma obietta che, sotto il profilo politico, tali fatti appaiono significativi.
Giornalisti ed esponenti del mondo politico concordano, ma domandano per quale ragione, allora, riferire le suddette circostanze alla magistratura.
Il capo di governo ribatte di essersi limitato a raccogliere l'invito fattogli dal politico dell'opposizione durante la trasmissione televisiva.
Tutto ciò, ovviamente, non è realmente accaduto.
E' il parto della fantasia di Achille Campanile, tratto dagli arcinoti Dialoghi del Signor Veneranda.
P.S. Il Presidente della Camera, informato della vicenda da un burlone - che gliela ha spacciata per vera - icastico ha commentato: "No all'avanspettacolo".
Nulla, io, posso aggiungere, perchè ubi maior, minor cessat

Postato da: barbalbero a 09:13 | link | commenti (1)

venerdì, gennaio 13, 2006

VAPORI
Il calore prodotto dal mio caffè ha appannato i vetri della cucina.
Alle sette del mattino ho riempito d'acqua la ciotola del cane. Alle nove e mezza mi sono accorta dell'iceberg che spuntava da detta ciotola. Per rimediare, ho aggiunto dell'acqua tiepida, che ha fatto fumare la ciotola per un quarto d'ora.
Gala e Bilbo tanto si abbracciano stretti da formare un'unica palla di pelo da cui sporge qua un orecchio, qua una zampa. Bilbo alza la testa, mi guarda e facendo il miao di saluto emette una nuvoletta di fumo.
La terra risponde al sole con fiati di vapore.
Vorrei saper battere i tasti con i gomiti, per non tirar fuori le mani dalla calda mantella di lana che mi avvolge.

Postato da: rosiecotton a 10:12 | link | commenti (3)

DALAI

ho comperato un simpatico libricino del Dalai Lama. Questa e' la prima pagina:

The basic fact is that all sentient beings, particularly human beings, want happiness and do not want pain and suffering. On those grounds, we have every right to be happy and to use different methods or means to overcome suffering and to achieve happier lives. These methods, however, should not infringe on the rights of others, nor should they create more suffering for others. It is worthwhile to think seriously about the positive and negative consequences of these methods. You should be aware that there are differences between short-term and long-term interests and consequences. If there is a conflict between the short-term interest and the long-term interest, the long-term interest is more important. Buddhists usually say that there is no absolute and that everything is relative. So we must judge according to the circumstances.

 

Postato da: BoromirdiGondor a 01:34 | link | commenti (10)

martedì, gennaio 10, 2006

Uccide la moglie e dopo 20 anni di carcere esce e ammazza la sorella
Usa: trovata mummificata davanti alla tv accesa di S. Bertelegni
Vienna, litiga con la moglie e uccide quattro delle cinque figlie
Questi i titoli di cronaca dell'home page del Corriere della Sera.
Non voglio apparire cinico e, solo per sdrammatizzare, svolgo alcune considerazioni.
Quanto al primo episodio: e chi non dice che si sia trattato soltanto di un caso di forte affezione?
Secondo fatto: un uomo veramente tetragono.
Terzo titolo: a Tutankamon non è capitato soltanto perchè, ai suoi tempi, non esisteva la televisione.
Quarta tragedia: mira storta e disparità di trattamento.

Postato da: barbalbero a 14:51 | link | commenti (4)

lunedì, gennaio 09, 2006

TI CHIEDO

Oggi non va , la mancanza di Andrea è insopportabile.

Forse non dovevo lasciarmi andare alle sue premure.

Quando ero sempre sola , ce la facevo anche se mi ammalavo .

Adesso che lui mi ha seguito e curato, non riesco a reggere il vuoto della sua partenza.

Ancora malata e con la schiena bloccata, isolata e sperduta nei 240 mq di casa nel bosco.

Cammino lenta come un bradipo .

Il fianco destro sporge come la prua di una nave ed il sinistro si ritira avvizzito dal dolore.

Elena ieri mi ha raccontato la barzelletta dell’anca: una donna appoggiata ad un angolo della strada, si ferma una macchina e le offre 200 euro, lei risponde- Ma la vede l’anca?-

                                                                     Lui- 300?

                                                                     Lei- La vede l’anca??

                                                                     Lui- 400?

                                                                     Lei- ma che l’ha vista l’anca??!?

                                                                     Lui- va beh! Facciamo  500!

                                                                     Lei- Mah se va bene  a te! Andiamo…

E si incamminano… lei sciancata e torta come le radici di un banano, un passo dopo l’altro come l’ondeggiare  del pendolo !

Ho riso urlando dal male.

Oggi piango.

Andrea è prezioso, nessun uomo mi aveva mai curato e coccolato così. Nessun uomo aveva fatto mai cose per me ancora prima che le chiedessi.

Il distacco però è insopportabile. Sarà perché ho la schiena che non mi porta, sarà perché sono tre anni  che avviene l’inesorabile distacco con una media di 2 volte al mese, con una media di 15 giorni  di lontananza, con una media di 2 giorni di vicinanza, ma ora non ce la faccio più.

Oggi piango.

E chiedo, come sempre al Buon Dio delle infinite richieste, che accada qualcosa di speciale che faccia saltare il suo trasferimento a Mosca e ancora qualche altra cosa di altrettanto speciale che necessiti di un trasferimento in Italia- Milano, Roma ,Firenze va bene tutto ma qui, qui da noi, dove anche i miei figli avrebbero un posto nella nostra  nuova famiglia. E’ troppo? Il di meno è la separazione: lui laggiù io qui con i miei figli, o io e lui laggiù e i miei figli qui, sempre separazione. Basta separazione, ne ho sufficiente esperienza nella mia vita, troppi anni . Basta.

Adesso unione, fusione, avvicinamento,relazione, insieme, condivisione, dialogo . Dentro e fuori di me.

Questo chiedo.

Chiedo stabilità, chiedo una casa, una  unica casa, piccola, semplice, ma quella per sempre, lasciatemelo dire… per sempre. Ooh che bello scrivere sempre! Non me lo permettevo più dagli anni del cambiamento, dagli anni del divorzio e della morte di mio padre.

Una casa dove i mei figli vanno e vengono seguendo la loro vita , una casa dove io e Andrea stiamo. Stiamo. Stiamo. Almeno 5 notti a settimana, insieme , insieme nello stesso letto – va bene andare all’estero le altre 2 notti, anche ogni settimana, cosa vuoi che sia!-

Una casa da dove si esce per andare a lavoro. E poi si torna. Si torna per mangiare dormire, far l’amore, ammalarsi, curarsi, giocare, invitare gli amici, stirare, pulire, lavarsi, parlare, guardare la tv, cucinare, ballare, ascoltare musica, scrivere, leggere.

Una casa dove si vive insieme . SEMPRE.

La mancanza si deposita sul cuore e cola in basso dove la schiena duole.

Buon Dio delle Infinite Richieste ti sento stanco e momentaneamente in difficoltà, e comprendo.

Comunque anche io Ti chiedo, comunque la Tua Onnipotenza è il mio rifugio.

Chiedo un aiuto, una spinta, una delle tue trovate per noi incomprensibili che mettono

 “ magicamente” le cose a posto.

Fatemelo chiedere. Aiutatemi a chiedere.

E Auguri,  perché nel 2006 non dobbiate chiedere!

Postato da: ArwenStelladelvespero a 20:24 | link | commenti (4)

domenica, gennaio 08, 2006

LA CATENINA DEI BARLAFüS
Il giochino delle “5 strane abitudini” è un po’ la moda del momento: se ne parla persino su LiberoBlog, e quindi. Mi passano la palla sia Tata che il Borgo, non posso esimermi.

Allora:

1. Quando ascolto qualunque apparecchio (radio, autoradio, televisore...) che abbia un display numerico del volume, devo sempre posizionarlo su una cifra dispari. La stessa cosa vale quando mi nutro di cibo seriale (patatine, crackers, biscotti...): devo sempre mangiarne una quantità dispari al primo prelievo, e poi sempre pari per non sparigliare. E quando faccio la spesa non compro mai un numero pari di articoli dello stesso prodotto.

2. Al contrario, devo sempre toccare ogni cosa (ogni cosa, non so se mi spiego) un numero pari di volte, o meglio un ugual numero di volte con la mano o il piede destro e con la mano o il piede sinistro.

3. Quando salgo le scale, m’immagino sempre di stare affrontando una salita in bicicletta, e mi racconto la telecronaca tra me e me.

4. Quando finisco una conversazione telefonica su un telefono con tastiera, devo poi sempre rischiacciare il tasto che dà la linea per sincerarmi di avere effettivamente riattaccato, e poi ancora, per chiudere la linea definitivamente.

5. Quando voglio cacciare dalla mente un pensiero molesto o fastidioso che mi assale all’improvviso, strizzo gli occhi, corrugo la fronte e canticchio – stavolta non necessariamente tra me e me - uno stornello romano che udii una volta tanti anni fa (“Paraponzi pò paraponzi pò...”).

La regola della catenina imporrebbe di passarla a qualcuno. Facciamo che la trasferisco in blocco agli amici della Compagnia dell'anello, e a chiunque altro lo volesse.

Postato da: farfintadiesseresani a 18:54 | link | commenti (3)

giovedì, gennaio 05, 2006

ULTIM'ORA
Pare che da domenica ci dovremo subire un nuova, divertente pubblicità tv della Bistefani. Protagonisti niente meno che Vittorio Feltri e Gad Lerner che, dopo un simpatico siparietto e battutine a sfondo politico, concludono chiedendosi se i krumiri sono di destra o di sinistra.
Cazzo! Io sapevo che i giornalisti che fanno pubblicità vengono radiati dall'ordine.
Qualcuno ha da propormi la sceneggiatura di uno spot? Ma solo se ben remunerato, eh...

Postato da: kingaragorn a 18:09 | link | commenti (2)

mercoledì, gennaio 04, 2006

SU FASSINO, FRANCA CIAMPI ED I TURISTI RAPITI
Non so che piega prenderà l’inchiesta sulle cooperative rosse avviata dalla Procura di Milano, ma certo mi dispiace che ne sia rimasto coinvolto Piero Fassino.
Confesso che, al di là degli schieramenti politici, nutro grande stima per l’allampanato segretario DS e rimarrei molto deluso se si dovesse scoprire che è un uomo disonesto.
Mi tocca, anche, condividere il clamore suscitato dalle intercettazioni telefoniche disposte nei confronti di parlamentari e dalla loro pubblicazione: se non ho approvato la gogna mediatica – pare che si dica così – riservata illo die a Craxi & Co., ovviamente non posso digerire – ancorchè, politicamente, potrebbe farmi comodo – che tale inammissibile trattamento sia oggi impartito ai diessini.
Va anche detto, per la  verità, che se, in questa occasione, il segreto istruttorio fosse – eccezionalmente – mantenuto e se i mass-media mostrassero un inedito rispetto per l’onorabilità degli indagati, il tutto giustificherebbe ogni sorta di sospetto e lettura trasversale.
Insomma: il solito pasticcio da Repubblica delle Banane.
Con il corollario del Ministro Castelli che, più realista del Re, invia i propri ispettori (che la televisione si ostina a definire 007, come se agissero in segreto) alla Procura di Milano per verificare l’origine della fuga di notizie (dopo averlo ripetutamente fatto per Berlusconi, questa volta non poteva sottrarsi).
La Nemesi è, dunque, perfettamente completa ed abbraccia l’intero arco parlamentare.
Passiamo ad altro.
La Presidentessa Franca Ciampi incespica (potevo dire inciampa, ma non l’ho fatto: solo questo dovrebbe accreditarmi la Vostra ammirazione) nella propria ingenuità ed afferma quanto molti italiani pensano: che la gente del Sud è più buona e più intelligente di quella del Nord.
Non entro nel merito della questione, in relazione alla quale ogni opinione è legittima.
Mi limito ad osservare che, se quella di Presidente della Repubblica è una carica elettiva, quella di consorte dell’Inquilino del Colle è il risultato di un mero accidente.
Ciò dovrebbe, a mio avviso, suggerire a mogli e/o mariti del Primo Cittadino di coltivare devotamente, nelle sedi istituzionali, la dote del silenzio.
Siffatta aurea precauzione, ove adottata nella fattispecie, avrebbe consentito di evitare l’aggiunta di una cazzata alle tante – troppe – che già si dicono (e si sentono dire).
Personalmente, come Presidentessa, preferivo Edwige Fenech che, almeno, nuda sotto la doccia valeva la spesa del biglietto.
Infine, non riesco a provare più di tanta compassione per i turisti rapiti nello Yemen: se fossero andati in vacanza a Bellaria (come fa la gente per bene), non solo non si sarebbero ritrovati nella attuale triste condizione, ma avrebbero anche potuto gustare dell’ottima piadina al prosciutto (il che, di questi tempi, non è poco).
Entrambe le cose (che nello Yemen ci sono i rapitori e che non vi si mangia il maiale) erano perfettamente note ai nostri sfortunati connazionali ben prima della partenza.

Postato da: barbalbero a 16:38 | link | commenti (1)

ANCORA SUL SEMAFORO
Ve lo confesso: quella faccenda del semaforo inutile (e relativa telecamera - vedi il