"Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada."

Lo specchio di Galadriel

Feed XML offerto da BlogItalia.it

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


Palantir

Qualcuno ha guardato nel Palantir *loading* volte

venerdì, dicembre 30, 2005

SEMBRA

la solita Gondor... e invece siamo in piena Contea, passate le pecore!

Postato da: BoromirdiGondor a 20:20 | link | commenti (3)

giovedì, dicembre 29, 2005

E' PROPRIO NATALE!

La Canovetta sotterrata dalla neve e noi... nientepopodimeno che le pecore in giardino:

baci natalizi.

Postato da: BoromirdiGondor a 21:12 | link | commenti (4)

MORE ABOUT SANTA CLAUS
Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300 mila specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, in teoria non si può escludere completamente l'ipotesi dell'esistenza di renne volanti, che peraltro solo Babbo Natale ha visto.
Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale pare non tratti con musulmani, hindu , buddisti e giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15 per cento del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media (mondiale) di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni che il nostro dovrebbe visitare, visto che si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.
Babbo Natale ha a disposizione 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta a un calcolo di 822,6 visite per secondo. In pratica, significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per, nell'ordine, trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta ); saltare giù dalla slitta; scendere dal camino; distribuire sotto l'albero i doni e i pacchi ben disposti e ordinati; mangiare e bere ciò che i bambini mettono a sua disposizione; risalire dal camino; saltare sulla slitta; decollare per la successiva destinazione.
Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente sul territorio planetario (cosa che sappiamo essere falsa, ma accettiamola per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.
Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, cioè a 3.000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce finora creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media "normale" a circa 30 Km/h.
Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta più o meno 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche supponendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne: ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.
Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocita' di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di un'astronave che rientra nell'atmosfera, se non di più. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo: cioè, si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo di conseguenza il secondo paio di renne alla medesima invincibile resistenza e creando assordanti onde d'urto soniche (bang) a ripetizione.
In estrema sintesi, l'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

Postato da: kingaragorn a 10:59 | link | commenti (5)

mercoledì, dicembre 28, 2005

PROMEMORIA PER IL FUTURO


Non si spala la neve finché non ha smesso di venire giù dal cielo. Neanche se sembra che stia smettendo. Neanche se si prevedono schiarite. Non si fa e basta. A meno che non si vogliano buttare nel cesso tre ore. Non si fa.

Postato da: rosiecotton a 15:35 | link | commenti (6)

sabato, dicembre 24, 2005

HYVA

JOULUA! come si dice noi da queste parti. Auguri affettuosi di Buon Natale a tutti amici carissimi!

Andrea

Postato da: BoromirdiGondor a 17:50 | link | commenti (4)

venerdì, dicembre 23, 2005

TRANSIT

5 ore di transito all'aereoporto di Amsterdam per tornare a casa metterebbero a prova chiunque. Io poi l'aereoporto di amsterdam, a differenza della citta' che adoro, non lo ho mai sopportato. sara' perche' ti saluta con quel "buy bye!"? mah. comunque mi sono gia' mangiato una quantita' smodata di patatine prima di leggere la quantita' altrettanto smodata di grassi che contenevano. ma grassi seri , quelli saturi, che fanno impallidire la maratona di zampone che affontero' i prossimi giorni. Comunque un altro effetto collaterale e' che (dopo aver imparato che la lettera b si pronuncia v ma di questo ne parlero' in futuro) mi sto leggendo tutto il financial times di oggi e a pagina 11 un indiano di nome sanghera, che leggevo spesso perche' fa' il simpatico giovane, oggi contesta il fatto di non lasciare il cuore alla reception del proprio posto di lavoro. Dicendo che non solo e' possibile (cosa che tutto sommato condivido) ma auspicabile (healthy dice lui). Beh io ho invece tutti i giorni conferma che e' molto meglio "non lasciare il cuore alla reception". Voi che ne dite?

Postato da: BoromirdiGondor a 19:00 | link | commenti (1)

giovedì, dicembre 22, 2005

UNO E DICIASSETTE

Questa sera tornando a casa ho visto uno in moto. In quel momento c'erano diciassette gradi. Sottozero ovviamente.

Postato da: BoromirdiGondor a 22:47 | link | commenti (3)

VI AUTORIZZO A VIVERE SEPARATI
Con questa frase, pronunciata alle ore 10.40 di stamane, il Giudice ha ufficializzato l'archiviazione dell'esperienza matrimoniale di mio fratello.
La casa coniugale sarà posta in vendita.
La piccola Cinzia verrà segata in due: non si è deciso se per il lungo o per il largo.
C'è materia per un ricorso.

Postato da: barbalbero a 11:43 | link | commenti (2)

martedì, dicembre 20, 2005

RIFLESSIONI SUL NATALE
In questi giorni abbiamo ricevuto, da Santa Madre Chiesa, due fondamentali spunti di riflessione sul Natale.
Papa Benedetto XVI si è raccomandato di fare il presepio e non l'albero.
Il cardinale Maggiolini, vescovo della diocesi di Como, ha spiegato ai bambini che Babbo Natale non esiste, che esiste, invece, Gesù Bambino e che nè l'uno nè l'altro portano regali.
Quanto al Papa, è ovvio che inviti i propri fedeli ad evitare un simbolo natalizio protestante: io, che ho la fortuna di non essere credente e, pertanto, non sono tenuto ad alcuna forma di obbedienza alle gerarchie cattoliche, ho potuto fare l'albero, che è assai più decorativo.
I credenti che hanno improvvidamente fatto la mia medesima scelta, invece, si pentano e si dolgano.
Circa il cardinale Maggiolini, quel che ha detto è del tutto vero (con la precisazione che, dal mio punto di vista, Gesù Bambino non esiste, bensì è esistito).
Ovviamente, il fatto di privare i bambini della magia misteriosa di Babbo Natale ha poca importanza, per il vescovo, se, di mezzo, c'è la salvezza della loro giovane anima.
Come noto, infatti, un bambino che perisca prematuramente nella convinzione dell'esistenza di Babbo Natale va all'inferno e non è certamente questo ciò che desideriamo.
Amen.

Postato da: barbalbero a 12:49 | link | commenti (12)

ALLEGRIA!
Se piove, diluvia.

Postato da: rosiecotton a 12:26 | link | commenti (5)

lunedì, dicembre 19, 2005

KING KONG
La storia di un gigante, narrata da un regista affetto da gigantismo.

Postato da: barbalbero a 10:51 | link | commenti (1)

COSE CHE MI IRRITANO
Sul Corriere di Domenica, Enzo Biagi offre il peggio di sè intrattenendoci con un commento denso di retorica e di moralismo da quattro soldi in tema di cooperative.
Ne esce la visione romantica - e del tutto distante dalla realtà - di un sistema economico possibile, basato sulla solidarietà e sulla cooperazione, nel quale il fine di lucro non ha sostanziale diritto di cittadinanza.
Con l'idea centrale di "un'autogestione che consentiva a chiunque di sentirsi padrone".
Intendiamoci: anche Babbo Natale (a dispetto di quel che può pensarne il cardinale Bertone) è buono ed etico, ma appartiene al mondo dell'immaginazione.
Il campione dei buoni sentimenti conclude il suo articolo così: "Io, per quello che vale, mi sento troppo vecchio per adeguarmi".
Secondo me, lo è anche per continuire la professione: ma la pensione, per i giornalisti, non arriva mai?
Saltando di palo in frasca, parliamo dell'Inter.
Dopo la vittoria nel derby, secondo la stampa era ad un passo dallo Scudetto (la matematica, notriamente, è un'opinione); dopo la vittoria per 4 a 0 sulla Reggina (sulla Reggina, non sul Chelsea) la Gazzetta dello Sport titola a quattro colonne "Inter scatenata!" (del Milan, che, pure, ha vinto 4 a 0, col Messina, e che le è dietro di un solo punto, nemmeno l'ombra).
E poi parlano del potere mediatico di Berlusconi: e quello di Moratti dove lo mettiamo?
Altro balzo: la politica del traffico a Milano.
A due passi da casa mia c'è un attraversamento pedonale di viale Monza, regolato da un semaforo.
Non essendoci possibilità di incrocio con altri veicoli, d'abitudine i conducenti si fermavano al rosso soltanto se qualche pedone stava attraversando.
In effetti, ciò è vietato (anche se, nel traffico urbano, risulta estremamente funzionale).
Il Comune ha pensato bene di mettere le telecamere: non ad un'icrocio importante, dove passare col rosso può signifcare fare un botto da tre morti, bensì ad un insignificante attraversamento pedonale dove, in dieci anni di residenza, io non ho mai avuto sentore di un investimento.
Lo scopo è evidente: fare cassa, sfruttando la - pur censurabile - inclinazione degli automobilisti a passare col rosso quando è del tutto pacifico che non stia arrivando nessuno.
Risultato: un ingorgo imponente tutte le mattine, dove - prima - il traffico scorreva miracolosamente bene.
E che cosa ne fa, il Comune, dei soldi così recuperati?
Per esempio, li spende realizzando una faraonica brochure di venti pagine, in carta patinata e con fotografie a colori, che invia, per posta, ad ogni famiglia milanese.
Il contenuto?
L'illustrazione delle mirabolanti iniziative poste in essere dall'Amministrazione negli ultimi cinque anni di governo della città: una sorta di canonizzazione del Sindaco uscente (e non più eleggibile, essendo giunto al secondo mandato consecutivo) nelll'imminenza delle elezioni comunali.
Se non è malversazione questa, non so che cosa lo sia.
Spero, almeno, che l'abbiano inviato anche alla Forleo.

Postato da: barbalbero a 10:46 | link | commenti (5)

PAGHERETE TUTTO, PAGHERETE CARO
Impagabile vedere la faccia di Gerrard in quel di Yokohama.

Postato da: kingaragorn a 09:55 | link | commenti (3)

giovedì, dicembre 15, 2005

NON TROPPO ZELO
Questa era la raccomandazione che il ministro Taillerand rivolgeva ai magistrati.
Una raccondazione ovviamente ispirata al massimo pragmatismo, come si confà ad un maestro della politica.
Non so se Antonietta Forleo (il GUP di Milano che, tempo fa, iscrisse agli annali del diritto la bizantina distinzione tra atti di guerriglia ed atti di terrorismo) si atterrà al suggerimento del ministro francese.
Quel che è certo è che sapere che l'inchiesta sulla Banca Popolare Italiana sia affidata alle sue mani non mi lascia affatto tranquillo.

Postato da: barbalbero a 08:18 | link | commenti (5)

martedì, dicembre 13, 2005

SALUTI DA ROMA
E'  scritto su una infinità di cartoline, già spedite e ancora da spedire.
Ma non si tratta di saluti romani.
Il saluto romano, infatti, è tutt'altra cosa.
E, sul saluto romano, si sta consumando un'accesa polemica, prodromica, con ogni probabilità, di strascichi giudiziari.
C'è già chi afferma che Di Canio sia passibile di procedimento penale, per il reato di apologia di fascismo: forse può anche starci, a rigore di codice.
Ma io mi domando: è più grave essere fascisti o essere imbecilli?
Perchè Di Canio è, presumibilmente, fascista, ma è, soprattutto, imbecille.
E quale pena è prevista per gli imbecilli?
Già il fatto stesso di esserlo mi sembra una pesante sanzione.
E che dire di quegli altri imbecilli (quanti saranno: cento? Duecento?) che rispondono al saluto dagli spalti?
E, per dirla tutta - anche se capisco benissimo che è un'altra cosa -, che dire delle migliaia di imbecilli che sollevano il pugno chiuso ad ogni gol di Lucarelli?
Il fatto è che siamo accerchiati dagli imbecilli, ne siamo soverchiati.
E non c'è Legge che possa difenderci.

Postato da: barbalbero a 17:32 | link | commenti (8)

lunedì, dicembre 12, 2005

PRIMA PAGINA
Solita rapida scorsa alla prima pagina del Corriere.
Di spalla, in alto a sinistra, Pierlugi Battista (sì, proprio lui) si scandalizza non poco perchè il nostro parlamento non si è ancora deciso a promulgare l'amnistia.
Il provvedimento in questione sarebbe reso indifferibile da due principali considerazioni.
La prima è che, tre anni fa, Giovanni Paolo II si recò in visita a Montecitorio ed ivi invitò i parlamentari a concedere l'amnistia ai detenuti e che, in tale occasione, gli astanti scoppiarono, all'unisono, in un fragoroso applauso; a prescindere da ogni considerazione in ordine alla discutibile opportunità che un Pontefice tenga discorsi nel Parlamento di uno Stato sovrano, mi domando: che cosa avrebbero dovuto fare i parlamentari (anche ove non fossero stati d'accordo), fischiare il Papa?
La seconda è che le carceri sono piene: ma se partiamo dal presupposto che i reclusi vi siano detenuti in ottempereanza a giuste sentenze, non si dovrebbero, piuttosto, costruire altri istituti di pena?
A centro pagina apprendiamo di "scontri in Cina, la polizia spara e uccide".
Esilarante - se ci fosse qualcosa da ridere - il commento di Fausto Bertinotti: "E' colpa del mercato, non del comunismo".
Come noto, infatti, nei Paesi retti da economie di mercato la polizia spara abitualmente sui dimostranti, mentre negli Stati comunisti c'è piena libertà di manifestare (e piazza Tienanmen è a Manchester).
Occhio, perchè con le prossime elezioni questo signore ci governerà.
Sempre a centro pagina, c'è la fotografia di Adriano che esulta dopo il gol vincente nel derby; una domanda erompe irrefrenabile nella mia mente: ma chi è il suo barbiere? Mengele?

Postato da: barbalbero a 18:22 | link | commenti (21)

martedì, dicembre 06, 2005

LA QUESTIONE DEL TAV
«E anche la disgregazione della democrazia non è provocata dall'insaziabile brama di ciò che si prefigge come bene?» .
«E che cosa, secondo te, si prefigge?» .
«La libertà», risposi. «In una città democratica sentirai dire che questo è il bene supremo e quindi chi è libero per natura dovrebbe abitare soltanto là».
«In effetti si ripete spesso questa sentenza», osservò.
«Come stavo per chiederti», proseguii, «non sono dunque la brama insaziabile e la noncuranza d'ogni altro valore a trasformare questa forma di governo e a prepararla ad avere bisogno della tirannide?» .
«In che senso?», domandò.
«A mio parere, quando una città democratica, assetata di libertà, viene ad essere retta da cattivi coppieri, si ubriaca di libertà pura oltre il dovuto e perseguita i suoi governanti, a meno che non siano del tutto remissivi e non concedano molta libertà, accusandoli di essere scellerati e oligarchici».
«Sì », disse, «fanno questo».
«E ricopre d'insulti», continuai, «coloro che si mostrano obbedienti alle autorità, trattandoli come uomini di nessun valore, contenti di essere schiavi, mentre elogia e onora in privato e in pubblico i governanti che sono simili ai sudditi e i sudditi che sono simili ai governanti. In una tale città non è inevitabile che la libertà tocchi il suo culmine?».
 «Come no?» .
«Inoltre, mio caro», aggiunsi, «l'anarchia penetra anche nelle case private e alla fine sorge persino tra gli animali».
«In che senso possiamo dire una cosa simile?», domandò.
«Nel senso», risposi, «che ad esempio un padre si abitua a diventare simile al figlio e a temere i propri figli, il figlio diventa simile al padre e pur di essere libero non ha né rispetto né timore dei genitori; un meteco si eguaglia a un cittadino e un cittadino a un meteco, e lo stesso vale per uno straniero».
«In effetti accade questo», disse.
«E accadono altri piccoli inconvenienti dello stesso tipo: in una tale situazione un maestro ha paura degli allievi e li  lusinga, gli allievi dal canto loro fanno poco conto sia dei maestri sia dei pedagoghi; insomma, i giovani si mettono alla pari dei più anziani e li contestano a parole e a fatti, mentre i vecchi, abbassandosi al livello dei giovani, si riempiono di facezie e smancerie, imitando i giovani per non sembrare spiacevoli e dispotici».
«Precisamente», disse.
«In una città come questa», seguitai, «caro amico, il limite estremo della libertà a cui può giungere il volgo viene toccato quando gli uomini e le donne comprati non sono meno liberi dei loro compratori. E per poco ci dimenticavamo di dire quanto sono grandi la parità giuridica e la libertà degli uomini nei confronti delle donne e delle donne nei confronti degli uomini!».

«Dunque», fece lui, «con Eschilo "diremo quel ch'ora ci venne al labbro"?».
«E’ appunto ciò che sto dicendo», risposi: «nessuno, a meno di non constatarlo di persona, potrebbe convincersi di quanto la condizione degli animali domestici sia più libera qui che altrove. Le cagne, secondo il proverbio, diventano esattamente come le loro padrone, i cavalli e gli asini, abituati a procedere con grande libertà e fierezza, urtano per la strada chiunque incontrino, se non si scansa, e parimenti ogni altra cosa si  riempie di libertà».
«Stai raccontando il mio sogno», disse, «perché anche a me, quando vado in campagna, spesso capita proprio questo».

«Ma non capisci», domandai, «che la somma di tutti questi elementi messi insieme rammollisce l'anima dei cittadini a tal punto che, se si prospetta loro un minimo di sudditanza, si indignano e non lo sopportano? Tu sai che finiscono per non curarsi neppure delle leggi, scritte e non scritte, affinché tra loro non ci sia assolutamente alcun padrone».
«E come se lo so!», rispose.
«Dunque, amico mio», dissi, «questo mi sembra l'inizio bello e vigoroso da cui nasce la tirannide».
Il vecchio Platone è colui del quale mi sono ricordato ascoltando le notizie relative alle proteste per il TAV.

Postato da: barbalbero a 14:48 | link | commenti

lunedì, dicembre 05, 2005

TRAD - U/I - ZIONI
Per fare il verso ad un certo mio amico, mi domando come si dica fatal Verona in dialetto veronese: Chievooooooooooooooohhhhhhh!

Postato da: barbalbero a 07:49 | link | commenti (8)

venerdì, dicembre 02, 2005

PER CHI SI LAMENTAVA DELLA NEVE

scattate oggi:

Postato da: BoromirdiGondor a 01:28 | link | commenti (7)

LE LUNE DI GONDOR

 


 


Postato da: BoromirdiGondor a 00:39 | link | commenti