"Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada."

Lo specchio di Galadriel

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Palantir

Qualcuno ha guardato nel Palantir *loading* volte

lunedì, febbraio 28, 2005

VINO BIANCO GELATO 

qualcuno ne aveva fatto richiesta per evitare pericolosi stranguglioni. ma perche' no allora una bella granita?

Postato da: BoromirdiGondor a 23:11 | link | commenti

SVEGLIATEVI, BAMBINE

SVEGLIATEVI, BAMBINE
Il mio calendario biologico segue regole che i più non comprenderanno. È estate da maggio a settembre, autunno a ottobre, inverno da novembre. La primavera, invece, è un luogo dello spirito.
L’estate è l’unica stagione che valga la pena vivere. E non aggiungerò altro, se non che d’estate non si portano le calze. Dunque, fino al primo di ottobre non mi è concesso indossare scarpe chiuse, mangiare l’uva, indossare la lana.
L’autunno è la stagione dei giubbotti jeans, dei cappottini di pelle sfoderata e degli ombrelli.
L’inverno è una lunga notte di tristezza e malinconia, sopportabile giusto perché è interrotta dalle luci di natale. D’inverno vale tutto, tanto è sempre buio. Pigiami di flanella, quattro strati di maglioni, il rossetto rosa antico, mutande di lana, pastrani alla dottor Zivago, persino il mascara marrone.
La primavera, dicevo, è un luogo dello spirito e un esercizio di fede e quindi comincia quando voglio io. Ogni anno, al culmine dell’inverno, c’è un momento in cui perdo la speranza di poter mai più nella vita provare caldo, indossare un top o sandali con la zeppa. Ogni anno arriva il giorno in cui ho la certezza che l’inverno non finirà. Quando arriva quel momento, so che è primavera, e proclamo l’inizio di un nuovo anno (ché gli anni si contano in primavere). Bene.
Sappiate tutti che la primavera inizia domani, il primo marzo, perché dell’inverno ne ho piene le tasche. Da domani, quindi, il sole splenderà tiepido, la natura si risveglierà e potrò indossare quell’abito vintage di lino blu, le calze da 7 den e l’ombretto azzurro. Buon anno nuovo a tutti.

Postato da: rosiecotton a 15:22 | link | commenti (11)

domenica, febbraio 27, 2005

 CENTIMETRI

ma vi ricordate quando la regola degli sci era che fossero lunghi come l'altezza piu' 15 centimetri? beh adesso e' esattamente il contrario: meno 15 centimetri! e poi non ci si dovrebbe preoccupare che il cielo ci cada sulla testa... a questo proposito, qui splende sempre il sole .

Postato da: BoromirdiGondor a 22:23 | link | commenti (2)

sabato, febbraio 26, 2005

PRIMAVERA
magia dell'effetto serra, ho fatto colazione in terrazza in maglietta con la bellezza di 28 gradi. beh, non sara' niente di speciale ma qui sono soddisfazioni.

Postato da: BoromirdiGondor a 14:35 | link | commenti (4)

martedì, febbraio 22, 2005

CIAO LUIGI
Alle ore 3.10 di oggi, 22 febbraio 2005, don Luigi Giussani è morto nella sua abitazione di Milano, per insufficienza circolatoria e renale a seguito della grave polmonite che lo aveva colpito nei giorni scorsi. Aveva 82 anni.
Cari amici,
alle ore 3.10 del 22 Febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, il Signore ha chiamato il nostro carissimo don Giussani.
Certi nella speranza della risurrezione, attraverso l'intenso dolore per questo distacco, nell'abbraccio di Cristo lo riconosciamo padre più che mai, egli che ora contempla la Presenza, a lui tanto cara, di Gesù Cristo, che in tutta la sua vita ci ha insegnato a conoscere e ad amare come consistenza totale di ogni cosa e di ogni rapporto.
Affidandoci tutti alla Madonna, "di speranza fontana vivace", chiediamo alle comunità di celebrare l'Eucaristia. Grati per la vita di don Giussani, domandiamo che la sua fede, speranza e carità diventino sempre più nostre.
Don Juliàn Carron

Postato da: kingaragorn a 12:26 | link | commenti (4)

lunedì, febbraio 21, 2005

FOTOCRONACHE DA GONDOR 

Postato da: BoromirdiGondor a 22:47 | link | commenti (8)

CONTRO IL DECESSO IO MI ASTENGO
No, Barba: il blog non è ancora morto. Ecco qualcosa che potrebbe solleticare i più.
La Società italiana di riproduzione (Sidr) di Milano (www.sidr.it) ha appena pubblicato un interessante studio. A un anno dall'ormai famigerata e massacrata legge 40, sulla fecondazione assistita. La Sidr ha raccolto i dati di sette centri che offrono il servizio (Bari, Bologna, Genova, Milano, due a Palermo e Roma), confrontando quanto hanno lavorato e con che risultati nel 2003 e nel 2004. Cioè, prima che ci fosse la legge e dopo.
I numeri.
1) Nel 2003, i cicli eseguiti nei sette centri sono stati 961. Nel 2004 960.
2) Il tasso di gravidanza clinica (cioè verificata attraverso un'ecografia) per ciclo di prelievo di ovociti è stato del 27 per cento nel 2003, 24,2 per cento nel 2004.
3) Il tasso di gravidanza dopo i cicli di trasferimento di embrioni è stato del 30,5 per cento nel 2003, 27,2 nel 2004.
Vi risparmio molti altri dati.
I commenti.
1) Dove sono le migliaia di persone che, per colpa della legge 40, sarebbero definitivamente obbligati a reprimere il loro desiderio di maternità-paternità? Oltre al numero identico, si tratta comunque di circa 950 persone. Tante? Poche? Comunque non migliaia.
2-3) Chi l'ha detto che con la fecondazione assistita si riesca ad avere un figlio? I dati prima della legge dicono che ha successo un ciclo su tre. E dopo la legge, più o meno, lo stesso. Anzi, meno, ma non in valori considerevoli.
E gli embrioni congelati (pratica vietata dalla nuova legge)? Anche su questo la Sidr fa il punto della situazione: nel 2003, ne sono stati utilizzati 250 su 114 pazienti. Quante gravidanze? 39.
E sul limite dei tre embrioni da impiantare? Parola alla Sidr: già nel 2003, i sette centri analizzati hanno suggerito (soprattutto alle pazienti più giovani) di limitare comunque a due il numero di ovociti da fecondare, per limitare il rischio (e che rischio, dice la Sidr) di gravidanze multiple.
Insomma, le catastrofiche prospettive degli avversari della legge (crollo della natalità, potenziali genitori depressi, affossamento definitivo delle percentuali di successo...) sono totalmente smentite dai numeri.
A questo punto, resta una domanda: di che cosa stiamo parlando? Sulla risposta... mi astengo.

Postato da: kingaragorn a 11:09 | link | commenti (2)

mercoledì, febbraio 16, 2005

 MARATONA

giusto un ricordo di una gran bella giornata tra amici

maratona

Postato da: BoromirdiGondor a 00:57 | link | commenti (2)

sabato, febbraio 12, 2005

MARATONA

no amico mio mi piace avere un blog anche senza scriverci tutti i giorni. a presto. a proposito in questo momento potremmo anche discuterne a voce visto che siamo nella stessa sala, ma c'e' la maratona e allora te lo scrivo.

Postato da: BoromirdiGondor a 16:18 | link | commenti (2)

venerdì, febbraio 11, 2005

DECESSO DEL BLOG
Mi rivolgo al webmaster o come accidenti si chiama colui che sta al blog come il webmaster sta al sito.
Quali sono le condizioni - secondo la legislazione della Rete - al ricorrere delle quali deve ssere dichiarata la morte - civile - di un blog
Intendo dire: è codificato, da qualche parte - o, in ogni caso, in un'etica suprema non scritta -, il numero minimo di post e di commenti settimanali pubblicati che consentano di ritenere un blog vivo e vegeto?
Io, personalmente, mi sono dato un certo daffare per prolungare l'agonia della Compagnia dell'Anello, nella - vana - attesa di un qualche segnale di ripresa delle funzioni cerebral-editoriali, ma è palese come ciò non sia servito ad alcunchè.
Ora come ora, questo sforzo, rivelatosi del tutto onanistico, non mi par degno di essere proseguito.
Pertanto, prendo un'aspettativa illimitata dal blog, riservandomi di ritornare ad annoiarvi se e quando lo stesso avrà ripreso una significativa attività.
Non senza rammarico, s'intende, tutti vi saluto.

Postato da: barbalbero a 18:25 | link | commenti (2)

giovedì, febbraio 10, 2005

LA GIORNATA DEL RICORDO
Un'espressione che a me fa tanto venire in mente "Il Piatto del Buon Ricordo" che davano, una volta - e forse anche adesso -, in certi ristoranti tipici.
O una scimmiottatura della Giornata della Memoria.
"Per non dimenticare le Foibe" è la frase che più abbiamo udito dai nostri politici in questi ultimissimi tempi: l'hanno pronunciata un po' tutti, da destra a sinistra.
E, immancabilmente, la sottolineatura è stata rivolta all'esigenza di non strumentalizzare, di celebrare una commossa rimembranza collettiva, senza distinzione di schieramento, "senza rancori" ha detto l'Uomo del Colle (uno che tende sempre più a rassomigliare a Scalfaro: che ci sia un virus nelle stanze del Quirinale?).
Siccome io sono un italiano e, come tutti quelli della mia razza, incline alla dietrologia ed al sospetto, mi è venuto naturale domandarmi il perchè di tanta mielosa fraternità e, ancor prima, il perchè di questo soprassalto di memoria dopo che, per sessant'anni, delle Foibe non si era mai parlato (recte: non si aveva potuto parlarne).
In realtà, la risposta ad entrambe le domande è una sola: la stessa.
La celebrazione deve avvenire senza rancori perchè, in realtà, si è deciso di non fare i conti con la Storia, così come, per evitare proprio questo, fino ad oggi parlare di Foibe era politically uncorrect.
Siccome la Storia ha le sue evidenze, che prima o poi saltano fuori in tutta la loro inoppugnabilità, è arrivato il momento in cui non è stato più possibile fingere di non conoscere la verità: allora, si è deciso di commemorare il fatto, ma evitando accuratamente di indigarne le responsabilità.
Il Comunismo - questo lo sanno anche i sassi - ha fatto vittime innocenti quanto e più del Nazi-Fascismo: i martiri delle Foibe, però, sono le uniche vittime italiane del Comunismo che, per nostra fortuna, ha storicamente compiuto i suoi più orrendi misfatti lontano dai confini patrii.
Quando, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si sono regolati i conti con il regime spodestato, i Nazi-Fasciscti erano - giustamente - sul banco degli imputati, mentre i Comunisti sedevano sullo scranno del giudice.
Difficile pretendere un'autocritica.
Per larga parte del dopoguerra, poi, i Comunisti sono stati una forza politica temibile, organizzata, pericolosamente collegata con l'URSS e pronta a tirar fuori bombe a mano e mitragliette ben custodite nelle cantine.
Del tutto sconsigliabile, doveva quindi apparire l'idea di scoprire il velario sulle loro nefandezze.
Nella seconda parte del dopoguerra, poi, i Comunisti hanno avuto il monopolio pressochè totale della cultura e dell'informazione, di quella parte della Società, insomma, che disponeva degli strumenti per far emergere e dare risonanza alla verità storica (e, ovviamente, se ne sono guardati bene).
Oggi, i famosi conti con la Storia li ha fatti Fassino, li ha fatti Veltroni, ma non Cossutta o Bertinotti (neanche Pecoraro Scanio, ma perchè lui non sa far di conto) e Cossutta e Bertinotti costituiscono una parte importante della coalizione di centro sinistro (FED? Ulivo? Asinello? Ma voi l'avete capito come si chiamano?).
Non è, dunque, ancora giunto il momento di mettere qualcuno di fronte alla proprie responsabilità, non personali, ma storiche.
Questa è la ragione per la quale il XXV Aprile è, da che son bambino, ricordato con un intenso sentimento di revenche storica, mentre le Foibe vanno commemorate "senza rancore": l'ha detto il banchiere livornese asceso inaspettatatamente al Soglio Presidenziale, il Padre di tutti gli italiani (il Padre, perchè la Mamma, come sappiamo, è il Ministro Sirchia). 
 

Postato da: barbalbero a 09:05 | link | commenti (3)

giovedì, febbraio 03, 2005

LA PARTITA A "SCATTINI"
Ieri serà - ahimè - mi sono lasciato tentare dalle economiche meraviglie del digitale terrestre e, acquistata la tesserina da 18 euro - che conferisce il diritto di assistere a sei partite del Campionato di serie A (con tutta una complicatissima teoria di limitazioni di squadre, incontri giocati in casa e fuori casa, anticipi e posticipi, che non sto qui a raccontare) - mi sono sintonizzato su Mediaset Premium e mi sono goduto fino in fondo la bella impresa della mia squadra del cuore che ha meritatamente buscato contro la Sampdoria, sfoggiando un gioco di livello nettamente inferiore a quanto usualmente mi capitava un tempo di veder praticare dalle raccogliticce squadre dell'oratorio del Santissimo Redentore.
Ma non è l'evento calcistico che, qui, mi interessa commentare, bensì il fatto tecnologico.
Ho, infatti, assistito, ad una partita a scattini.
Le immagini, infatti, si interrompevano continuamente, con soste di frazioni, più o meno significative, di secondi, durante le quali il fotogramma rimaneva bloccato per poi riprendere la trasmissione in tempo reale.
Per fare un esempio, un giocatore si invola sulla sinistra, vede il compagno al centro dell'area, effettua un cross calibrato, l'altro riceve la palla, si predispone al tiro, carica il destro, la palla parte... anzi no, la palla resta ferma e l'attaccante appare pietrificato per un interminabile attimo, poi si vede il portiere a terra ed il pallone che schizza via,oltre la linea di fondo campo, sibilando a mezzo metro dal palo.
Il cronista dice che è calcio d'angolo: io gli credo ed immagino il prodigio del portiere.
Questo si è ripetuto continuamente, a cadenza di qualche decina di secondi o poco più.
LO scattino, ovviamente, riguardava anche l'audio, ma non era affatto in sincrono con quello del video: ragione per cui parte dei momenti di gioco visibili erano privi di commento sonoro (del tipo: "... ma interviene provviden.. son che spazza l'area bi...ra ed allontana la minacc... ranesi che tenta di superare l'avversario..." e così via); altri erano commentati, ma, come detto, invisibili.
Insomma: un prodigio della tecnologia.
Dice: ma che pretendevi per tre euro?
Beh, io i tre euro - recte: i diciotto per sei partite - mica li ho pagati a rate (che sarebbero, poi, la forma di pagamento a scattini).

Postato da: barbalbero a 09:26 | link | commenti (7)

martedì, febbraio 01, 2005

A GENTILE RICHIESTA

2005/01/31 sun office

Postato da: BoromirdiGondor a 01:31 | link | commenti (3)