"Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada."

Lo specchio di Galadriel

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Palantir

Qualcuno ha guardato nel Palantir *loading* volte

lunedì, gennaio 31, 2005

RESOCONTO
Il tempo c'è. Ecco, perciò, il dettaglio promesso.
La retribuzione, of course, è rimasta uguale. Il totale delle trattenute Irpef scende da 824,86 a 723,14. E il totale delle detrazioni fiscali sale da 58,03 a 126, 46 (due figli a carico al 50 per cento. Un terzo in arrivo - ma questo, per ora,. non conta).
Il totale netto (non chiedetemi perché, però), come già anticipato, fa 71,07. In più.
Tanto? Poco? Non so. So solo che sono 71,01 in più.

Postato da: kingaragorn a 16:30 | link | commenti

venerdì, gennaio 28, 2005

+71,07
Ecco quanto ho avuto in più in busta paga ieri. E voi?

Postato da: kingaragorn a 10:44 | link | commenti (7)

lunedì, gennaio 24, 2005

LE PRIMARIE  
Che l'idea di fare le Primarie fosse una evidente sciocchezza l'avevano detto in molti, da subito.
Non parlo del sottoscritto - che, pure, era immediatamente pervenuto a siffatta conclusione, ma la cui opinione lascia, e giustamente, il tempo che trova -, mi riferisco piuttosto a politologi del rango di Giovanni Sartori (che, come mi è capitato di scrivere altre volte, può risultar poco simpatico, ma non è esattamente uno sprovveduto).
Che la sinistra potesse avrela partorita, d'altro lato, non doveva stupire, atteso che, da tempo, quello che era un notevole laboratorio politico (a prescindere dal merito delle opinioni) si è trasformato in un'accozzaglia di praticoni, privi di cultura e competenze specifiche (tanto per fare un esempio: vogliamo mettere Berlinguer con Pecoraro Scanio?).
Non si è ancora ben capito neppure quali fossero le finalità della bella pensata: non certo quella, ufficiale, di legittimare il candidato Premier con il consenso dell'elettorato di sinistra (da quando in qua il sistema dei partiti si azzarda a correre simili rischi - assurdi - anzichè lasciare la soluzione di questioni tanto delicate alle apposite stanze della Politica ed alle Segreterie?).
Neppure quella di stabilire il rapporto di forza tra le varie componenti della coalizione: se così fosse stato, ogni partito - a cominciare dai DS - avrebbe schierato un proprio candidato mentre, fin dall'inizio, il segnale lanciato dagli uomini forti (D'alema, Veltroni, Prodi e, in parte, Rutelli) è stato quello di pervenire compatti alle Primarie con un unico candidato (Prodi, appunto).
Per quel che può valere, sono convinto che l'idea avesse una finalità puramente propagandistica: concentrare l'attenzione dei media sull'evento e sul candidato - unico - già in realtà prescelto.
Una sorta di pre-campagna elettorale, in buona sostanza, sottratta alle regole della cosiddetta par condicio.
Del tutto imprevista - evidentemente - è stata la posizione assunta da Bertinotti - imprevista, sì, ma imprevedibile? - il quale, probabilmente, aveva visto più lontano dei suoi alleati (il che non deve stupire, trattandosi di uno dei pochi autentici - e fini - politici del gruppo).
Il successo di Vendola alle Primariette pugliesi, poi, ha confermato che la linea del PRC era vincente, rendendo ancora più risoluta la decisione del compagno Fausto di contendere a Prodi la candidatura a leader della coalizione.
Che cosa -seppur fosse del tutto immaginabile fin dall'inizio - non ha funzionato? Quale è stato, in buona sostanza, l'errore di calcolo politico?
A mio giudizio, due sono le risposte: da un lato sta il fatto che il nucleo pesante dell'elettorato di centro-sinistra (i centristi ed i diessini) è costituito da strati borghesi della società poco inclini a mobilitarsi (come si diceva una volta, in sinistrese), laddove le frange più estremiste, invece, tale abitudine hanno tutt'altro che perso (si pensi ai girotondini, tanto per fare un esempio). 
D'altra parte, non deve trascurarsi il peso degli elettori di centro-destra, i quali hanno assoluta facoltà di votare alle Primarie e tutto l'interesse di favorire il candidato meno presentabile alle elezioni politiche (ovverosia quello che i centristi non voterebbero mai).
In questi giorni, lo scenario sopra rappresentato deve essere - finalmente - divenuto chiaro anche al resto del centro-sinistra, tanto che Prodi, Veltroni e Fassino si sono subito affrettati a scongiurare il segretario del PRC di ritirare la propria candidatura (in tal modo consentendo un'elezione bulgara che non metta in discussione gli accordi e le strategie maturate tra i partiti e consenta alle Primarie di assolvere allo scopo per il  quale erano state pensate: una potente azione di propaganda).
Ma pare che Bertinotti tenga duro (ed io me lo auguro sinceramente, perchè sono convinto che sia in grado di tirare proprio un brutto scherzo a Prodi: se non quello di disarcionarlo, quantomeno quello di dimostrare all'intero elettorato quale e quanto peso e forza effettivi avrà il PRC nell'eventuale costituendo governo di centro-sinistra).
Insomma, proprio quando, a loro vantaggio, si profilava all'orizzonte - per i demeriti della coalizione attualmente insediata a Palazzo Chigi - una più che concreta probabilità di vincere le elezioni politiche, ecco un bel hara-hiri delle sinistre, in perfetto stile.
Son soddisfazioni.

Postato da: barbalbero a 10:11 | link | commenti (1)

domenica, gennaio 23, 2005

 sky, gambero e UK

erano almeno un paio di anni che non vedevo piu' la tv via satellite.

devo dire che e' sempre un piacere e adesso non vedo altro. passando velocemente sopra i programmi notturni direi che nella programmazione giornaliera ho o ritrovato con piacere il gambero rosso che era gia' il mio favorito anni addietro.

ho ritrovato la ravaioli che l'ultima volta l'avevo vista su raimed sottotitolata in arabo e che e' sempre un piacere ma sopratutto mi sono dovuto almeno parzialmente ricredere sull'inghilterra.

forte dellla superiorita' culinaria nostrana mi ero sempre fatto beffa della cucina inglese. cosa abbastanza facile del resto, dove sono i ristoranti inglesi infatti fuori dall'inghilterra.

devo pero' dire che Jamie mi ha fatto in qualche modo vedere le cose in maniera un po' diversa. se vi capita guardatelo e se volete provare le sue ricette devo dire che io l'ho fatto e sono davvero niente male.

Postato da: BoromirdiGondor a 16:59 | link | commenti (3)

5 

sono una ventina di giorni che qui a gondor il termometro della temperatura segna 5. e fin qui non ci sarebbe nulla di strano se non che il segno e' +.

questi 15 gradi sopra la media hanno fatto si' che non ci fosse neve, fosse tutto grigio, non si potesse sciare e, cosa inaudita, il mare sia aperto.

la cosa e'  talmente eccezionale che tutti qua non parlano di altro, il timore che continuando di questo passo il cielo possa davvero cascarci sulla testa e' palpabile e poiche' sembra che nessuno qui si ricordi di un inverno con il mare aperto il terrore si legge sui loro volti. Lo si vede benissimo dal sopracciglio sinistro di 7 micron piu' alto di quello destro e dalla risatina bisettimanale decisamente piu' corta del solito.

ora  sia pure con una temperatura sempre scandalosamente calda finalmente e' arrivata un po' di neve. e si puo' di nuovo scivolare e bagnarsi come si deve.

speriamo in bene.   

Postato da: BoromirdiGondor a 16:52 | link | commenti (2)

lunedì, gennaio 17, 2005

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!

Quale miglior commento ai due precedenti post di barbalbero che questo ritratto del medesimo, affiancato da un'istantanea di ciò che stava attendendo me mentre scattavo le foto?



E senza immagini solo per buona creanza verso eventuali minori, un pensiero con sigaro acceso e calice levato a Venere, terzo vertice del triangolino che ci esalta.

Postato da: farfintadiesseresani a 19:24 | link | commenti

VIETATO (ANCHE) BERE E MANGIARE 
E' di stamane la notizia che, nel mirino del ministro Sirchia, ci sono già due nuovi obiettivi, due temibili avversari della Salute Pubblica: l'alcool e l'obesità.
Ritengo, dunque, che la politica dei divieti e delle ammonizioni sia destinata a conoscere nuovi orizzonti: su una bottiglia di Brunello di Montalcino del 1997 (uno dei biglietti da visita della Nazione nel Mondo, per intendersi) leggeremo "Nuoce gravemente alla salute", oppure "L'alcool uccide" o, ancora, "Bere provoca la cirrosi epatica".
Bella presentazione.
Un po' come se gli Inglesi imprimessero a fuoco su ogni T-bone che producono (e esportano) "Provoca l'encefalopatia spongiforme".
Tuttavia, ciò che mi preoccupa maggiormente è la lotta all'obesità: verrà istituito un corpo di Polizia Dietetica (nel nostro Paese, ogniqualvolta si profila un nuovo fronte di lotta all'illecito, per prima cosa si crea una apposito ente) abilitato a pesare i cittadini e ad irrogare loro pesanti - è il caso di dirlo - sanzioni? Verrà introdotta una Dieta di Stato (che, peraltro, io già avevo paventato in un mio precedente post)? Verranno marchiate le confezioni di salami, cotechini e salsicce con il simbolo del teschio con tibie incrociate (già vessillo glorioso della filibusta, oggi ignomignosamente ridotto ad indicatore di tossicità dei prodotti)? Verranno disposte ispezioni a sorpresa della Guardia di Finanza nei frigoriferi domestici? Verrà introdotta la Bilancia Fiscale (omologo corrispondente del registratore di cassa) ed i cittadini saranno tenuti a conservare le registrazioni del peso in appositi schedari, per dieci anni, come si fa per le ricevute di pagamento delle tasse automobilistiche?
I nostri governanti non mancano di immaginazione, c'è da aspettarsi di tutto.
Con buona pace di chi invocava "la fantasia al potere". 

Postato da: barbalbero a 09:20 | link | commenti (2)

giovedì, gennaio 13, 2005

 VIETATO FUMARE
Ora che la questione è un po' sedimentata, trovo il tempo per scrivere due righe a proposito dell'introduzione del divieto di fumare nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici.
Dico subito, da fumatore, che le disposizioni introdotte dal ministro Sirchia mi trovano sostanzialmente d'accordo e che mi sembra ridicolo porre la questione - come ho sentito fare, anche da personaggi degni di una certa considerazione intellettuale - in termini di compressione di una libertà.
La libertà di fumare c'era ed è rimasta: si è soltanto pensato di fare qualcosa anche a favore della libertà di chi non vuole fumare (perchè non c'è sostanziale differenza tra fumo attivo e fumo passivo).
In fondo - come diceva qualcuno di illustre - la propria libertà termina dove inizia quella degli altri, il che non mi pare esattamente una fesseria.
Aggiungo, che, a ben vedere, già in molti luoghi era vietato fumare: gli uffici pubblici ed i cinema, per esempio; inoltre, per quanto riguarda i luoghi di lavoro in genere, il divieto era già implicito in una serie di disposizioni che impongono al datore di lavoro di adottare misure idonee a tutelare la salute dei lavoratori (in questa prospettiva, proteggere i non fumatori dal fumo passivo era, in realtà, già un obbligo - e da tempo immemore - anche se non adempiuto).
In buona sostanza, il nuovo divieto si limita a bar e ristoranti (luoghi dove io, per civiltà e rispetto verso gli altri, non mi sarei mai sognato di fumare, comunque).
Il problema che mi pongo, invece, è un altro ed attiene al tema - già ampiamente trattato in altri miei post che non sarei assolutamente in grado di andare a ripescare - dello Stato-Mamma.
Lo spunto me lo offre lo stesso ministro Sirchia, il quale, in un'intervista, ha dichiarato che lo scopo della norma (la ratio legis, come la chiamano gli addetti ai lavori) è duplice: tutelare i non fumatori ed indurre i fumatori a smettere.
E' questo secondo corno del ministro (absit iniuria verbis) che fatico a condividere.
La ratio è la medesima delle disposizioni che impongono l'adozione del casco per i motociclisti (e, tra poco, anche per i ciclisti) o l'utilizzo della cintura di sicurezza: taluno ha tentato di giustificare questi provvedimenti evocando lo spettro del costo sociale degli incidenti stradali, ma è una replica che non convince.
Soprattutto riguardo la questione del fumo perchè, i fumatori, le loro belle cure contro il cancro e le altre malattie se le pagano preventivamente (e profumatamente) versando allo Stato, per ogni pacchetto di sigari, sigarette o tabacco da pipa, un'imposta pari a circa il 70% del costo - già esoso - del prodotto.
Senza contare che sono le parole stesse del ministro a smentire l'assunto.
Perchè il ministro - nell'intervista di cui sopra, ma anche un'altra infinità di volte - ha precisato di preoccuparsi, da medico prima che da governante, della salute dei fumatori.
In questo - ma soltanto in questo - la questione della libertà c'entra eccome.
Esattamente come c'entra con il divieto di fumare cannabis o hashish (che, tra l'altro, fanno meno male del tabacco) che non trasformano certo le persone in pericolosi tossicodipendenti usi a delinquere per procurarsi la dose.
Insomma, il principio che ci sta sotto è che qualcuno reputa che una certa cosa faccia male o sia immorale e, pertanto, si ritiene in diritto di vietarla.
Per fare un esempio, c'è uno Stato degli USA (non ricordo esattamente quale, ma è uno Stato del Sud) nel quale sono vietati per legge i rapporti sessuali orali: non è uno scherzo.
Non è che la Polizia possa introdursi nel talamo nuziale, ma se un vicino ti spia dalla finestra e ti denuncia, ti becchi una bella multa.
Io credo di avere il diritto di farmi del male (sotto il profilo giuridico, perchè sul piano morale si potrebbe anche pensarla diversamente, ma è di leggi che stiamo parlando).
E il fatto che un ministro Sirchia qualunque si erga a giudice del mio comportamento privato e dichiari apertamente che è sua intenzione fare quanto in suo potere per farmi smettere di fumare mi procura una certa orticaria.
Orticaria, però, che poi mi passa non appena mi accendo un bel sigaro.
Magari accompagnato da un buon bicchiere di cognac stravecchio.
Il tutto, dopo una colossale ed omnicomprensiva trombata.
O in seguito ad un'abbondante cena in cui ho consumato grassi animali (possibilmente fritti), abbondato col sale e, insomma, fatto tutte quelle cose che i dietologi (ed i medici in generale) aborriscono.
In fondo, che vogliamo fare: morire sani?

Postato da: barbalbero a 19:06 | link | commenti (3)

mercoledì, gennaio 05, 2005

BARBA, RIMEMBRI ANCORA...
...quella partita al gioco di strategia sulla Guerra dell'Anello, nella quale perdesti perché Frodo, arrivato a Monte Fato, fece sei con il dado, si mise l'anello e ciaopepp? Credo di sì, ne parlammo poco tempo fa in un amarcord malinconico.
Beh, la faccio breve: quand'è che si rigioca?

Postato da: farfintadiesseresani a 18:41 | link | commenti (5)