"Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno facile sarà ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada."
oggi
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Qualcuno ha guardato nel Palantir *loading* volte
LE DUE SIMONE
Adesso che tutto si è risolto per il meglio, posso finalmente dirlo: a parte quello che i giornali e le televisioni hanno cercato di farci credere, dove l'avete vista tutta questa ansia nazionale e collettiva per la sorte delle "Due Simone"?
Vi è forse capitato di andare al bar o di prendere la metropolitana e di sentire gente rattristata o preoccupata che si intratteneva sull'infausto destino dei due ostaggi?
Ne avete parlato per più di quindici secondi, buttando là frasi di circostanza, con i colleghi di lavoro (a parte chi di mestiere fa il giornalista, ovviamente)?
Avete posto l'argomento al centro delle conversazioni familiari o vi siete dilungati sulla questione durante una cena tra amici?
Avete udito parlarne con toni angosciati nello spogliatoio della palestra, al tennis, in piscina?
Io, personalmente, no; e credo neanche voi.
La verità è che, al di là del battage mass-mediatico, secondo il quale in Italia non si parlava d'altro, la gente non andava più a lavorare, le scuole erano chiuse, il campionato di calcio era sospeso e la nazione piangeva - in silenzio? - i suoi - prossimi - caduti, sostanzialmente delle "Due Simone" non fregava niente a nessuno (a parte, comprensibilmente, a qualche amico o parente).
Un moto di compassione, certamente, lo abbiamo provato tutti: nè più nè meno di quando tua moglie ti dice che la mamma del vicino di casa è stata molto male e l'hanno ricoverata in ospedale.
Nulla di più.
Perchè, allora, tutta questa enfasi giornalistica?
Perchè, ieri sera, di sette reti televisive a diffusione nazionale, ben cinque (RAI Tre, Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno e La Sette) trasmettevano la diretta dell'arrivo a Ciampino del Falcon che ci restituiva gli ostaggi?
Andreotti disse una volta (benchè abbia sempre negato la paternità della frase, adducendo di avere a sua volta citato un tal Carneade) che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca.
Allora, io, azzardo: non sarà che, sotto, ci sta l'estrazione politica delle "Due Simone"?
Non sarà che la mirabilmente ritrovata unità (politica) nazionale, la - temporanea - presa di distanze di Fausto Bertinotti rispetto alla necessità - fino ad ieri improrogabile ed indiscutibile - di ritirare le truppe dall'Iraq, il mieloso ringraziamento rivolto dal Governo all'opposizione, il peloso riconoscimento, da parte di quest'ultima, dell'efficacia dell'azione svolta dal Governo nel frangente, trovino giustificazione nel fatto che i rapiti, questa volta, appartengono al fronte dei pacifisti senza se e senza ma?
E che dire delle "Due Simone" che non hanno mancato di inserire, nella lista dei destinatari dei loro sentiti ringraziamenti, i "movimenti di resistenza irachena"?
E del fronte compatto di giornalisti e politici che accolgono con dispetto e risentimento le dichiarazioni provenienti dai massimi organi della stampa internazionale, ove si sottolinea come le "Due Simone" non fossero affatto in mano a gruppi del fondamentalismo islamico, bensì vittime di predoni, delinquenti comuni che non hanno esitato a rilasciarle a fronte del pagamento di un riscatto di un milione di dollari (periodo di saldi: meno di un miliardo di lire per prigioniero!).
Insomma, la solita manfrina: il governo che vuol fare bella figura, l'opposizione che vuol riportare a casa due dei suoi, i giornalisti che vogliono riempire le testate dei loro giornali, il tutto sotto l'egida di una melensa unità/unanimità della Nazione che, a sentir Ciampi (tanto per dirne uno) è quanto di meglio si possa auspicare.
Voglio cambiare nazionalità: si può o è anticostituzionale?
SI STA MEGLIO QUANDO SI STA PEGGIO
E' di oggi (Corriere, pag. 20) la notizia: tre maestre del Sud (non sono razzista, sono loro terrone) sono state assunte in Veneto scavalcando nella graduatoria altre colleghe del Nord solo perché invalide.
Ora, a parte il fatto che sappiamo tutti come funzionano i criteri per concedere l'invalidità al Sud e ammesso e non concesso che siano davvero invalide le tre, qualcuno sa spiegarmi perché una con "l'ernia al disco, il diabete e l'asma" (testuale) dovrebbe avere il posto assicurato? Tanto più quello di insegnante.
Sono felice di mandare i miei figli in una scuola pubblica NON statale.
Ps. Secondo voi posso chiedere un aumento visto che il gomito mi fa contatto col piede?
BIOATE SCRITTE CON GUSTO
Davvero notevole la guida di viaggio alla Molvania, sperduto paese estorientale, proposta da Jetlagtravel. Informazioni sui siti www.molvania.com (più completo ma in inglese) e www.molvania.it (versione italiana più ristretta ma già sufficientemente spassosa).
Szlesgo!
TEMPERATURE/2
Sarà un colpo di coda dell'estate? Sta di fatto che l'uomo venuto dal freddo, quando è sottozero, si esalta. Eccome se si esalta.
E l'altra sponda di Milano batte i denti.
IL RITORNO DEL RE/EXTENDED DVD EDITION
E' ufficiale: il 14 dicembre è la data dell'uscita dei negozi dell'ultimo capitolo del LOTR nella versione estesa. Grazie a FantasyMagazine, ecco tutte le informazioni riguardo i contenuti speciali.
P.S.: caro Farfi, qui si attendono con ansia novità sul periodo in cui verrà organizzata la Maratona degli Anelli di Pianello Val Tidone...
TEMPERATURE
Ehi, ragazzi: a Milano è già incominciato l'inverno.
Ci son temperature che definire rigide parrebbe un eufemismo: -4, ma anche -5.
A Torino, invece, nonostante la latitudine cambi di poco, fa molto più caldo: +4, ma anche +5.
COMPLEANNI E PARTENZE
Come ricorda l'amico Inve, "si dà il caso che tanto Bilbo quanto Frodo festeggiassero il compleanno il 22 settembre"(1), cioè oggi. Domani, invece, è l'anniversario della partenza di Frodo da Casa Baggins per quel viaggetto che tutti conosciamo bene, no?
(1) J.R.R. TOLKIEN, Il Signore degli anelli, Milano 2003, p.43.
SILENZIO: GENIO AL LAVORO!
Questa era la scritta che campeggiava sopra l'uscio della casetta di Archimede Pitagorico ai tempi, belli e lontani, in cui io ero un assiduo lettore di Topolino.
E non passava giorno che il nostro Leoonardo in becco e piume non ne inventasse una.
Un po' come il Ministro Gerolamo Sirchia che, del tutto conformemente ad un suo illustre omonimo predecessore, già fustigava i costumi di noi fumatori nel modo illustrato in un mio recentissimo post (cui rinvio).
E' di oggi la notizia della "Dieta di Stato", come la definisce, tra il serio ed il faceto (ma più faceto che serio, per la verità), il beneamato Corrierone.
Oh, sia ben chiaro, si tratta di linee guida, di puri consigli: è la Mamma di Stato (in relazione alla quale pure rinvio ad un mio commento a valle del post già richiamato) che parla.
Non siamo al cospetto, in altri termini, di una vera e propria imposizione (attività che, nelle dinamiche familiari, è come noto riservata al Babbo).
Ancora lei, dunque, ancora la Mamma, che suggerisce: niente cibi grassi e molto moto.
Del resto, se noi concittadini siamo Fratelli d'Italia, è naturale che si abbia tutti la stessa Mamma, no?
INTERISMI
E i cugini sono già sotto...
IL FUMO UCCIDE
Io fumo.
Fumo di tutto: sigarette, sigari, pipa; roba legale, intendiamoci, ma fumo.
E sono perfettamente consapevole che questo può dar fastidio a chi mi circonda; quindi evito di fumare al bar o al ristorante, nell’ascensore, nei negozi e, in generale nei locali chiusi.
Unica eccezione: il mio ufficio, all’interno del mio studio professionale (ma con la porta chiusa e la finestra aperta); e poi fumo a casa mia, solo nella bella stagione (in sala ed a finestre spalancate); d’inverno, se proprio ho voglia di fumare, vado sul balcone.
Ciò posto e precisato, resta il fatto che fumo.
Un vizio dannoso per la salute ed assai costoso.
Lo Stato, che nel nostro Paese ha il monopolio della vendita del dannosissimo tabacco, lucra voracemente su questo mio (e non solo mio) vizio e non oso immaginare che cosa succederebbe se, d’un tratto, gli italiani smettessero davvero di fumare: non so quante migliaia di milioni di euro di gettito fiscale (IVA ed imposta sui tabacchi)… andati in fumo (è il caso di dirlo).
Tuttavia, quello stesso Stato, giustamente preoccupato per la salute dei cittadini, si premura di ricordarmi in ogni modo che “Il fumo uccide”, stampando tale dicitura in bella vista su ogni confezione di sigarette, sigari o tabacco che, esso stesso, pone in vendita.
Anzi, dirò di più: lo Stato è preciso, dettagliato, esaustivo nell’informazione.
Infatti specifica anche che il fumo provoca il cancro, che nelle donne incinte può causare malformazioni del feto, persino che invecchia la pelle (bisogna ben tentare di dissuadere anche le signore dell’alta società, disposte anche a morire, ma rigorosamente con una bella cera…).
Tutto ciò mi sembra corrisponda ad una giusta preoccupazione: il nostro Stato è un po’ come la nostra mamma, che ci ricorda incessantemente di metterci la maglietta di lana anche se ci sono 38° ed abbiamo 53 anni.
E’ uno Stato che si preoccupa per noi, che non vuole che ci ammaliamo: ci vende le sigarette, perché rispetta la nostra libert, ma si premura di avvertirci che, a parer suo, noi non dovremmo proprio fumare.
E’ bello sapere che c’è chi pensa a noi, alla nostra salute; io, perciò, condivido assolutamente tale iniziativa.
Dico, però, che mi sembra un’iniziativa incompleta e suggerisco sommessamente di rendere più incisiva l’azione di salvaguardia della salute pubblica.
Sulle bottiglie di alcoolici, per esempio, dovrebbe campeggiare la scritta: “L’alcool può provocare la cirrosi epatica”; sulle automobili vorrei leggere: “In Italia, migliaia di morti ogni anno per incidenti stradali”; nelle grandi città dovrebbero fluttuare nell’aria palloncini recanti la dicitura: “Lo smog provoca il cancro ai polmoni: respirate lo stretto indispensabile”.
L’inziativa potrebbe essere estesa anche ad altre situazioni, meno eclatanti ma non meno pericolose: sui vetri delle finestre vorrei leggere: “Aria di fessura porta dritti a sepoltura” ed anche “Buttarsi di sotto può provocare la morte”; sulle uova scriverei: “Rompere il guscio prima di ingerire”; sulle lame dei coltelli dovrebbe essere inciso: “Attenzione: può tagliare”; lungo le scale di uffici e condomini dovrebbero trovarsi cartelli del tipo: “Attenzione: scivolare è un attimo e ci vuol poco a rompersi il collo”; su mele, pesche, albicocche e susine un apposito adesivo dovrebbe avvertire: “Attenzione: ingoiare a piccoli morsi; tutta intera può andar giù nel buco sbagliato e soffocarti”.
Infine, sulla facciata dell’edificio che ospita il Ministero per la Salute, vedrei bene una targa in ottone lucido, recante la seguente scritta, a caratteri cubitali: “Il Ministro porta sfiga, ma si preoccupa per te”.lavispateresa
mi aveva colpito la storia dei poliziotti che stavano indagando nei pc dei brigatisti cercando di forzare le password di accesso. probabilmente il fatto che la alioce usasse sul treno uno psion 5 come quello che avevo anche io prima che me lo rubassero ed il fatto che quel palamare, pur esendo di 10 anni fa ed ormai introvabile, abbia a tutt'ora prestazioni ineguagliate ha avuto il suo peso.
in ogni caso quando ieri sera il tg1 ha detto che finalmente la collaboratrice ha dato agli inquirenti il libero accesso al proprio pc e con nonchalance e' stato riportato che la password che da mesi impediva alle forze dell'ordine di accedere a questi dati fosse proprio "lavispateresa" beh devo dire che mi e' proprio sfuggita una risata.
L'Italia e l'emigrazione
Benritrovati innanzitutto!
grazie ad una dritta di raffaella molto apprezzata, sono inserito nella newsletter del "circolo degli italiani". come si suol dire ricevo e posto volentieri questo simpatico annuncio che ho ricevuto:
Il Consorzio interuniversitario ICoN Italian Culture on the Net
(http://www.italicon.it <http://www.italicon.it/>) bandisce un concorso
letterario in lingua italiana sul tema "L'Italia e l'emigrazione".
Il Concorso è aperto a tutti; la partecipazione è gratuita.
I testi presentati, di natura narrativa o diaristica, saranno pubblicati
nella sezione "News" del sito ICoN.
vi saluto a nome di tutti i toto' col colbacco.
DOMANDA
Che differenza c'è tra le "due Simone" (come orrendamente le chiamano i miei colleghi) e i 47 fatti saltare per aria ieri al mercato di Baghdad? E propongo una risposta: che le prime due sono vive (fino a prova contraria).
Stasera, dunque, mi aspetto di vedere una bella fiaccolata per le vie di Roma.
MOMENTI OLIMPICI
Le Olimpiadi sono finite ormai da più di una settimana, il calcio torna a incombere, della scherma, della fossa olimpica e del tiro con l’arco sembra non fregare (giustamente?) più niente a nessuno dopo giorni di delirio e ubriacatura.
E allora, è giunto il tempo di scrivere questo post. Il cui tema è precisamente: quali sono state, nella vostra personale esperienza, le medaglie d’oro olimpiche italiane più esaltanti?
Certo, il riscontro è soggettivo: dipende da quali sono gli sport che vi appassionano (ma io, per dire, non ho inserito alcuna medaglia ciclistica, il che è strano ma è), dal modo in cui le vittorie sono state conquistate, dal merito assoluto.
Mettiamo qualche regola. Bisogna comilare un decalogo di eventi con protagonisti atleti italiani. Valgono tutte le Olimpiadi (estive e invernali) di cui si ha esperienza televisiva diretta (per intenderci: nessuno, tranne l’avvocato Barbalbero, può citare Dorando Pietri –cui peraltro la medaglia fu revocata- o Nedo Nadi). Infine, limiterei le citazioni a un evento per specialità (specialità, non disciplina: 100 metri e Maratona, stessa disciplina –atletica leggera-, ma diverse specialità; la qual regola fa qualche vittima illustre. Per dire, la Compagnoni e la Belmondo).
Anche così resta fuori molto: un’altra che non ci sarà, l’anticipo fin d’ora, è la Simeoni, che rimane una gigantessa. Che il mio elenco sia un po' misogino? Può essere.
Sicuramente, per i motivi detti sopra, va da Mosca '80 ad Atene 2004. Di Monaco '72 ho vaghissimi ricordi in bianco e nero, io davanti alla tv con gli amichetti in montagna a non capire niente. Di Montreal '76 già mi ricordo qualcosina di più, ma vincemmo soltanto 2 ori (con Dibiasi e con un fiorettista), e non ne ricordo la telecronaca. In ogni caso eccovelo, l'elenco, in ordine rovesciato come d’uso nelle top ten di ogni genere e tipo:
10. Il fioretto a squadre di Barcellona guidato dalla Trillini (oro anche individuale).
9. Mennea vincitore dei 200 metri a Mosca (d’accordo, non c’erano gli americani, però primo gli assenti hanno sempre torto, secondo avete presente come vinse?, terzo è stato per vent’anni il primatista mondiale dei 200, quindi tanto tanto sega non era).
8. Gli Abbagnale a Seul, al loro secondo oro olimpico (Colonna sonora: Bisteccone Galeazzi).
7. La vittoria del Setterosa contro la Grecia nel 2004 (meglio della finale maschile Italia-Spagna di Barcellona ’92? Sì, meglio).
6. Alberto Cova nei 10.000 metri di Los Angeles (un fenomeno, il Cova, senza averne l’aria. Vinceva sempre in rimonta sprintando negli ultimi duecento metri dopo dieci chilometri dieci di massacro. Aveva l’aria di un ragioniere brianzolo –e anzi lo era proprio-, ma vinse tutto quello che si poteva vincere in quel biennio ’82-‘84: europei, mondiali, olimpiadi).
5. Domenico Fioravanti a Sidney (prima medaglia del nuoto maschile, e quell’urlo saltando nell’acqua, e non dico altro).
4. Alberto Tomba nello slalom gigante di Albertville (il suo terzo e ultimo oro olimpico in carriera, il secondo in gigante, vinto per il modo pazzesco con il quale affrontò l’ultima porta della seconda manche. Con la telecronaca del grande Gattai. E poi, batté Girardelli).
3. Juri Chechi ad Atlanta (quaranta secondi di apnea –io- e di perfezione –lui; una specie di Comaneci con i quadricipiti grossi come la Comaneci intera e, per nostra fortuna, la maglia azzurra addosso)
2. Stefano Baldini nella Maratona di Atene (per la forza, per il percorso, per la luce che c’era all’arrivo).
1. La staffetta 4X10 chilometri di sci di fondo a Lillehammer (i nostri che battono gli indisponenti dèi norvegesi davanti a 100.000 norvegesi ammutoliti; De Zolt che lancia nonostante i 40 anni e passa; Albarello che in tre chilometri recupera in alternato dieci secondi su Ullvang; Vanzetta che tiene botta; Fauner che irride il sommo Dahelie allo sprint).
P.S.: facendo la somma di Olimpiadi estive e invernali spunta fuori che, sorpresa ai limiti dell’incredibile e del sospetto di errore di calcolo, l’Italia è terza assoluta nel medagliere.
ALLORA?
Allora? Si riprende a chiacchierare amabilmente? Riapriamo le finestre e diamo un po’ d’aria? Rimettiamo fuori i tavolini, che fa ancora caldo e ci si sta bene? Chi vuole una birra? Chi un chinotto?